La guerra di Putin

Le conseguenze dell’attentato al generale russo Alekseyev

di Giuliano Longo (*)

 

La cronaca dell’attentato

 

 

A Mosca, nei pressi della sua abitazione, è stato gravemente ferito da colpi di arma da fuoco compiuto un attentato ai danni del Tenente Generale Vladimir Alekseyev (nella foto), Primo Vice Capo della Direzione Centrale (intelligence, ex GRU) dello Stato Maggiore delle Forze Armate, che è finito in ospedale in gravi condizioni.

Il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha immediatamente definito l’attacco un atto terroristico, collegandolo al tentativo di Kiev di interrompere i negoziati di Abu Dhabi.

Ma Torniamo alla cronaca. Alle sette del mattino del 6 febbraio in un edificio sull’autostrada Volokolamskoye l’assalitore ha teso un’imboscata al generale mentre si recava al lavoro.

Secondo alcuni resoconti, Alekseyev, che aveva prestato servizio per molti anni nelle forze speciali, ha reagito evitando di venir colpito alla testa, ma riportando   una grave emorragia e lesioni agli organi interni.

Secondo le riprese delle telecamere di sorveglianza, diverse persone sono entrate nell’edificio poco prima dell’attacco e ne sono uscite poco dopo, ma le indagini hanno  stabilito che l’attentatore era un uomo di mezza età.

I residenti dell’edificio hanno riferito ai media che l’edificio è sorvegliato da una società di sicurezza privata, ma che i visitatori sono tenuti ad accedervi quindi è possibile che l’attentatore  si stesse spacciando per il fattorino.

Uno degli obiettivi di questi attentati ai vertici militari, secondo i media russi e il Cremlino, non solo mirano a interrompere il funzionamento degli organi di comando e controllo militari, ma anche a incutere panico e paura tra la popolazione civile per fermare l’avanzata russa al fronte.

Va anche sottolineato che a guidare la delegazione russa negli Emirati è proprio il diretto superiore  di Alekseyev, l’Ammiraglio Igor Kostyukov, Capo di Stato Maggiore.

Chi è il generale Alekseyev?

Vladimir Alekseyev, nato in Ucraina e diplomato alla Scuola Aviotrasportata di Ryazan, ha partecipato a quasi tutti i conflitti armati dell’ex URSS e della Russia, per i quali ha ricevuto onorificenze militari.

Il generale è stato nominato Primo Vice Capo della Direzione Principale dello Stato Maggiore Generale che Alekseyev, che non ha mai ripreso il suo precedente nome, GRU, ma lo  ha cambiato in GU (Glavnoe Upravlenie).

Alekseyev viene anche considerato sia uno dei fondatori della Wagner PMC e di altre compagnie militari private, anche se nell’estate del 2023, lui stesso definì le azioni di Yevgeny Prigozhin – fondatore e patron di quella milizia para privata morto in situazioni poco chiare – ,  un tentativo di colpo di Stato.

 

Alekseyev è il quarto generale russo a venire colpito da attentati.

Il 10 luglio 2023, il capitano di 2° grado Stanislav Rzhitsky, ex comandante del sottomarino della Flotta del Mar Nero a Krasnodar, fu ucciso è stato mentre faceva jogging. L’ex presidente della Federazione ucraina di karate Sergey Denisenko, che aveva recentemente ottenuto la cittadinanza russa, si è dichiarato colpevole e ed è stato condannato a 25 anni di carcere

Il 21 ottobre 2023 furono avvelenati i 70 piloti militari una torta  e alcol,  per allora Yegor Semenov, originario di Melitopol, ammise di aver cospirato con l’SBU ucraino e nel settembre 2025, fu condannato all’ergastolo.

Il 17 dicembre 2024, nel sud-est di Mosca, il tenente generale Igor Kirillov, capo delle forze di difesa contro le radiazioni, le sostanze chimiche e la biologia delle forze armate russe , e il suo assistente , Ilya Polikarpov furono uccisi dall’esplosione su uno scooter elettrico . L’autore dell’attacco, l’uzbeko Akhmadzhon Kurbonov, ammise di aver agito su ordine dei “servizi speciali ucraini”, che gli avevano promesso 100.000 dollari e un “passaporto europeo”. Il 21 gennaio 2026 è stato condannato all’ergastolo.

Il 25 aprile 2025, a Balashikha, nella regione di Mosca, il tenente generale Yaroslav Moskalik, vice capo della Direzione  dello Stato maggiore, fu ucciso con un’auto bomba. Ignat Kuzin, originario di Stavropol si dichiarò colpevole dell’attentato dichiarando di aver agito su istruzioni dello SBU con la promessa di 18mila dollari. Il 27 novembre 2025 è stato condannato all’ergastolo.

Il 12 dicembre 2025, agenti dell’FSB hanno sventato un attacco terroristico contro un alto funzionario del Ministero della Difesa in Crimea . Il suo nome non è stato reso noto, ma nel corso dell’attacco, uno degli autori è stato ucciso dalle forze di sicurezza mentre tentava di piazzare una bomba nell’auto dell’alto funzionario. Il suo complice, un residente locale, è stato sottoposto  ora a custodia cautelare.

Il 22 dicembre 2025, un’auto con a bordo il Tenente Generale Fanil Sarvarov, capo della Direzione di Addestramento Operativo delle Forze Armate russe, è esplosa a sud di Mosca . L’ufficiale è morto in ospedale per le ferite riportate. Gli autori, probabilmente legati ai servizi segreti ucraini, hanno utilizzato una mina magnetica.

La reazione di Kiev

Ufficialmente Kiev smentisce la responsabilità almeno di quest’ultimo attentato, ma è una affermazione poco credibile anche perché nella capitale ucraina  circola la voce che  il comandante della, formazione militare nazionalista e paranazista battaglione Azov, Denis Prokopenko, ha ricordato che nel maggio 2022, Alekseyev ha ricoperto il ruolo di alto rappresentante della Russia ai negoziati di Mariupol, che riguardavano la resa della guarnigione ucraina di Azovstal.

Tuttavia, a Kiev circola anche l’ipotesi il tentato omicidio sia stato compiuto da una terza parte che cercato di interrompere gli accordi sulla fine della guerra, una operazione pianificata e da quel “partito della guerra” globale che ostacola gli sforzi di pace.

Inoltre, lo stesso Alekseyev ha ripetutamente partecipato ai negoziati con l’Ucraina negli ultimi anni e, secondo i giornalisti ucraini, è stato anche in contatto con Kirill Budanov, l’attuale capo de facto della delegazione ucraina e capo dell’ufficio presidenziale che è noto per la sua abilità nel programmare tali azioni intimidatorie e sabotaggi in territorio russo, fra i più eclatanti il danneggiamento del Ponte di Crimea (o di Kerch)   l’8 ottobre 2022 con un camion bomba e nel luglio 2023 con droni marini.

I colloqui di pace negli emirati si vanno arenando

Ma a quanto pare l’esito dei colloqui di Abu Dhabi starerebbe registrando ben pochi risultati tanto che a Mosca si ritiene che siano una farsa messa in scena ad uso e consumo di Trump.

In sostanza, la situazione è cambiata poco dai colloqui dell’anno scorso a Istanbul. Solo il formato è cambiato, grazie a una certa disponibilità della delegazione ucraina, anche se la scorsa estate Kiev accusava i russi di aver tramutato il processo negoziale una farsa, e che quindi Washington avrebbe dovuto fare pressione su Mosca.

Pertanto, le attuali fughe di notizie sui colloqui – riportate dai media occidentali – riguardano tutto: dal monitoraggio del cessate il fuoco al destino della centrale nucleare di Zaporizhia, ma non c’è accordo sul destino della regione del Donetsk con relativo ritiro dell’esercito ucraino, il pessimismo diffuso a Mosca riflette nella sostanza l’andamento delle trattative, già difficili in se, ma ora anche minacciate dall’attentato al vice capo del GU.

Anche senza essere eccessivamente pessimisti, l’attuale realtà è che nel frattempo la Russia sta accumulando riserve strategiche per intensificare la sua offensiva in primavera e in estate. L’Ucraina invece si sta preparando a difendere le sue infrastrutture energetiche il prossimo inverno. E se l’attentato ad Alekseyev è stato compiuto dai servizi segreti ucraini, allora si adatta perfettamente a questa logica della rappresentazione teatrale e porta acqua anche al mulino del “partito della guerra russo”.

Un futuro di attentati e sabotaggi anche dopo la fine del conflitto?

Infine c’è una considerazione da fare che riguarda il futuro e l’eventuale “dopoguerra”.

La capacità dell’intelligence ucraina, – non dimentichiamolo, formatasi anche nel crogiuolo del KGB sovietico – rappresenta non un futuro di pace fra Russia e Ucraina, ma la prosecuzione di una guerra ibrida condotta al di qua e al di là del confine fra colpi e successive reazioni. Un elemento di permanente instabilità che non può certo venir garantito nemmeno dallo schieramento di truppe NATO in aree ”cuscinetto” a garanzia di Kiev.

Contrariamente all’opinione diffusa l’affinità linguistica, ma anche quella di usi e costumi con la Russia e gli stessi flussi migratori, sia pure indiretti, dai due territori. rendono molto facile pianificare attentati o azioni terroristiche da entrambe le parti.

Una prevedibile situazione  nel cuore dell’Europa che non quel “porcospino armato” preconizzato dalla signora Von der Leyen, ma  un perenne focolaio di tensione, che in ogni momento rischia di riaccendere un conflitto solo sopito.

Paradossalmente si può affermare che i successivi attentati ai vertici militari russi sono la prova di quanto potrà succedere in futuro, mentre i servizi russi difficilmente abbandoneranno la strategia di logorare l’apparato bellico Ucraino e le sue strutture energetiche.

Con la differenza che da entrambe le parti non verranno più utilizzati droni o missili, ma gruppi di sabotaggio apparentemente anonimi  e senza bandiera. L’esplosione del gasdotto  Nord Stream insegna.

(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale

Related posts

Ucraina, Stefanchuk (Parlamento ucraino): “Ci servono più munizioni”

Redazione Ore 12

Crisi Ucraina, per l’Intelligence svizzera “il tempo è dalla parte della Russia”

Redazione Ore 12

La Germania valuterebbe la possibilità di acquistare sistemi anti-missile

Redazione Ore 12