di Alessio Russo (*)
Si sente dire… ma quanti sono questi Compro Oro che si arricchiscono sulle disgrazie della gente comune?
Attualmente, in Italia risultano iscritti circa 3.750 operatori Compro Oro nel registro ufficiale.
Rispetto al boom del 2012, quando si contavano circa 35.000 attività (più delle farmacie), il numero è crollato drasticamente a causa di normative più severe e controlli antiriciclaggio. Beh meglio i compro oro che le farmacie se questo vuol dire che la gente si ammala di meno ma, purtroppo, non è così.
Dal 2017, per operare legalmente, è indispensabile l’iscrizione al Registro degli Operatori Compro Oro gestito dall’Organismo degli Agenti e dei Mediatori (OAM). Questa maledetta mania che per svolgere una attività sia necessario iscriversi ad un ente, organismo, registro del tutto inutili. Veramente non sono inutili a pensarci bene. Sapete il costo da versare OAM ogni anno? IMPORTO DEI CONTRIBUTI DI RINNOVO ISCRIZIONE 2026 è di soli Euro 980 tanto per gradire.
Circa tremila soggetti, operativi soprattutto al Centro-Nord, divisi a metà tra persone fisiche e persone giuridiche: è il bilancio della prima fase di avvio del Registro dei Compro oro istituito presso l’OAM, l’Organismo degli Agenti e dei Mediatori. Al 4 dicembre 2018 risultano iscritti 3.004 soggetti con oltre 5.250 sedi operative dichiarate, rappresentativi di un mondo imprenditoriale estremamente frammentato: circa l’80% ha dichiarato una sola sede operativa, il 16% tra 2 e 5, il 2% tra 6 e 10 e l’1% tra 11 e 20. Non mancano tuttavia realtà consolidate e capillari: 15 soggetti hanno dichiarato un numero di sedi operative tra 20 e 100 e l’iscritto con maggior numero ne ha dichiarate 377 (Boom!). Circa l’11% degli iscritti appartiene alla categoria degli operatori professionali in oro.
Il 57% dei soggetti, ha dichiarato di svolgere operazioni di Compro oro come attività prevalente a fronte del rimanente 43% che effettua tali operazioni come attività secondaria.
Ipotesi l’OAM Serve per un controllo efficace? Non sembrerebbe in quanto è esigua la percentuale di istanze rigettate dall’Organismo: solo il 2,2%, nella gran parte dei casi a causa della mancata presentazione dell’attestazione rilasciata dalla Questura, territorialmente competente, sul possesso e perdurante validità della licenza in oggetti preziosi. Si tratta peraltro di soggetti che potranno ripresentare la domanda se in futuro avranno i requisiti richiesti, ma che al momento non potranno operare legalmente: il decreto legislativo istitutivo del Registro stabilisce infatti che chiunque svolge l’attività di Compro oro, in assenza dell’iscrizione al Registro, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da 2.000 euro a 10.000 euro.
In sintesi se stupro una o più donne mi becco sei anni se un piccolo gioielliere acquista pochi grammi da un suo cliente si becca quattro anni. Non aggiungo altro.
Sembrerebbe più il solito ente inutile che serve solo a drenare denaro da chi lavora a favore di chi fa cosa? Boh?
Quindi non sono sempre di più ma sempre di meno. La ragione? Con i costi che devono sostenere mancano i margini se i fatturati non sono alti. La burocrazia è uno schiaccia sassi inarrestabile, causa della maggior parte delle chiusure dei negozi ma non è la sola perché le leggi le scrivono i politici, o forse le approvano solo dopo averle lette. Sicuri che le leggono o le approvano solo?
