“Venimmo attivati dalla squadra mobile subito dopo il ritrovamento del cadavere della bambina. Mentre ero al telefono con il funzionario della mobile, venne comunicato, proprio in quel momento che era stato ritrovato a una distanza di circa 400 metri il corpo di una donna. Mentre quello della bambina era ben conservato, in mezzo ai cespugli, quello della donna adulta era in avanzato stato di decomposizione. La distanza tra i due cadaveri era, in quella che in gergo tecnico si chiama ‘teatro del crimine’ oltremodo sospetta, nel senso che il responsabile degli omicidi voleva depistare le indagini evitando una rapida identificazione delle due vittime”. Così la funzionaria del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ascoltata come testimone dalla prima Corte d’Assise di Roma, dove è in corso l’udienza del processo per il duplice omicidi di Villa Pamphili. Imputato per l’omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda è Francis Kaufmann, alias Rexal Ford. L’investigatrice ha poi aggiunto che “durante il sopralluogo, una signora contattò il numero unico per le emergenze, il 112, e disse che la sera prima il figlio aveva chiamato il Nue per riferire che aveva notato un uomo, che sembrava essere un turista tenere una bambina in braccio che piangeva”. Il testo della trascrizione della telefonata è stato mostrato in aula.
