Carburanti: Unc, secondo maggior rialzo settimanale di sempre
“Per il gasolio si tratta del secondo maggior rialzo settimanale di sempre, ossia dall’inizio delle serie storiche. In soli 7 giorni, infatti, il gasolio aumenta di oltre 16 centesimi al litro, 16,421 cent con un balzo dell’8,78%, pari a 8 euro e 21 cent per un pieno di 50 litri, 197 euro su base annua ipotizzando 2 pieni al mese”, denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali resi noti dal Mase. “Battuto, quindi, il rincaro di settimana scorsa, che ora scende in 4° posizione con +14,855 cent al litro. Il primato degli aumenti settimanali del gasolio rimane quello imbattuto del 14 marzo 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, quando in soli 7 giorni il gasolio decollò di 32,53. Al secondo posto il salto di oggi, poi al 3° posto quello del 9 gennaio 2023 quando il Governo Meloni tolse lo sconto sulle accise di Draghi, 15 cent, determinando un’impennata di 16,029 cent. Oramai in 5° posizione l’incremento del 12 dicembre 2011, quando per via dell’entrata in vigore della famosa stangata del Salva Italia di Monti che alzò le accise, il gasolio salì di 13,239 cent”, prosegue Dona. “Per la benzina, si tratta della sesta maggior variazione settimanale di sempre, al 5° posto resiste quella di settimana scorsa”, prosegue Dona. “In 2 settimane, in base ai dati Mase, un pieno di gasolio costa quasi 16 euro in più, 15,64, oltre 375 euro su base annua, uno di benzina 7 euro e 44 cent, oltre 178 euro annui. E’ incredibile che il Governo, per incassare più soldi non faccia niente, accampando scuse imbarazzanti, dalla Meloni che in Parlamento dice che interverrà sulle accise ma solo ‘nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile’ al ministro Urso, che in palese contraddizione con la Premier, la smentisce parlando di ‘misure compensative nei confronti dei ceti meno abbienti’. E intanto noi paghiamo”, conclude Dona.
Carburanti: Codacons, gasolio a 2,087 euro/litro, +21,1% da inizio guerra
In base agli ultimi dati comunicati dal Mimit il prezzo medio del gasolio raggiunge oggi in Italia quota 2,087 euro al litro, mentre la benzina costa 1,853 euro/litro. Questo significa che dall’inizio del conflitto il diesel è rincarato di 36,4 centesimi di euro, registrando un incremento complessivo del +21,1%. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato gli ultimi prezzi alla pompa resi noti dal Mimit. In termini di maggiore spesa, questo significa che rispetto a fine febbraio un pieno di gasolio costa agli italiani la bellezza di 18,2 euro in più, circa 437 euro in più su base annua. Per la benzina invece l’aumento da inizio conflitto è dimezzato, +10,8%, pari ad una maggiore spesa a pieno da circa 9 euro. E mentre il governo tergiversa e non si decide a tagliare le accise, unica misura utile per calmierare i listini ed evitare un disastro economico, gli italiani pagano ogni singolo giorno oltre 16,5 milioni di euro in più solo a titolo di rifornimenti lungo la rete ordinaria, quindi strade e autostrade, senza contare i consumi dell’extra-rete – conclude il Codacons.
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