”Abbiamo rilasciato il 10%-12% della media dello stoccaggio complessivo”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin intervenendo alla presentazione di un outlook dedicato al mercato dei servizi energetici oggi a Roma. Il ministro aggiunge che al di là delle difficoltà dovute al tipo di prodotto che passa dallo stretto di Hormuz, quindi petrolio già lavorato, anche sul fronte della raffinazione possiamo stare tranquilli.
Se non riapre stretto Hormuz valuteremo caso per caso
“Mi auguro che riapra lo stretto di Hormuz, pertanto che si ristabilisca l’equilibrio delle forniture qualora questo non avvenisse, cosa che non auguro, valuteremo caso per caso perché non è che provenga tutto dal Golfo Persico”. “Le nostre forniture dal Golfo Persico non sono enormi – osserva Pichetto – più di 70 miliardi di metri cubi di gas ci arrivano solo dalle pipeline. Poi c’è tutto il tema del petrolio che proviene da tante parti. Il blocco di Hormuz è piuttosto legato al fatto che determina una pressione sui prezzi internazionali”.
Pichetto, non sono preoccupato per riserve gas
”Non sono preoccupato per le riserve nel modo più assoluto: siamo al 43% di stoccaggio delle riserve di gas, il livello più alto d’Europa”. ”Ho fatto l’atto d’indirizzo il mese scorso sulle aste per il prossimo inverno – continua Pichetto – e sono abbastanza tranquillo di arrivare alla soglia di sicurezza europea dell’80%, anzi possiamo arrivare al 90%”.
Piano emergenza energia spero non si debba mai usare
”Il Piano nazionale d’emergenza per l’energia è stato richiamato in seguito alle indicazioni arrivate dall’Aie”.
Cherosene per aerei bloccati rischi effetti sui prezzi
”Il problema che si è verificato negli aeroporti è che rispetto al petrolio ci sono tanti settori di raffinazione diversa e in questo caso i centri di produzione del cherosene per gli aerei sono principalmente bloccati dalla questione del golfo. ‘Spero che tutto questo riprenda ordinariamente e quindi sia in grado di avere le forniture ovunque – aggiunge – il cherosene certamente non lo fanno in una sola raffineria nel Golfo Persico. Però è chiaro che tutte le volte che si verifica il blocco di un’offerta, automaticamente si genera che qualcuno va a cercare altri fornitori e naturalmente la domanda rimane alta, rischia di avere effetti sui prezzi”.
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