Il Comune di Roma e la Giunta Gualtieri stanno cercando di recuperare il ritardo accumulato nella gestione delle richieste per la carta d’identità elettronica; tuttavia, la situazione, pur mostrando segnali di intervento, appare ancora complessa. Ottenere un appuntamento continua a rappresentare, per molti cittadini, un percorso problematico, spesso caratterizzato da tempi di attesa prolungati o da difficoltà nell’accesso al sistema di prenotazione.
Le criticità emerse nel rilascio delle CIE stanno alimentando diffuse segnalazioni e preoccupazioni, anche alla luce del fatto che le misure adottate finora, pur significative, sembrano non risultare pienamente adeguate rispetto all’ampiezza della domanda. Gli open day costituiscono certamente un segnale di attenzione, ma si configurano come interventi straordinari che, secondo diverse valutazioni, non appaiono sufficienti a risolvere in modo strutturale una problematica che coinvolge l’intero territorio cittadino e una platea molto ampia di utenti.
L’attuale sistema basato prevalentemente sulla prenotazione online evidenzia alcuni limiti operativi. Appare pertanto opportuno valutare, almeno in via temporanea, l’introduzione di modalità integrative che consentano anche forme di accesso diretto agli sportelli, al fine di garantire maggiore accessibilità ed efficacia del servizio.
Garantire un accesso semplice, equo ed efficiente al rilascio della carta d’identità elettronica rappresenta un obiettivo fondamentale che Roma Capitale è chiamata a perseguire nell’interesse della collettività.
Il quadro assume ulteriore rilevanza alla luce della scadenza del 3 agosto 2026, data a partire dalla quale le carte di identità cartacee non saranno più valide come documento di riconoscimento sul territorio nazionale. Si tratta di un passaggio normativo noto, che rende necessario un rafforzamento progressivo della capacità amministrativa, al fine di evitare possibili criticità nella fase di transizione.
L’attivazione, dal 13 aprile al 31 luglio 2026, di un nuovo punto dedicato presso l’anagrafe centrale di via Petroselli 52 rappresenta un intervento volto ad ampliare l’offerta del servizio. Tuttavia, secondo alcune valutazioni, tale misura potrebbe non essere ancora sufficiente a colmare completamente il divario esistente tra domanda e disponibilità di appuntamenti.
In prossimità della scadenza prevista dalla normativa vigente, il quadro complessivo presenta dunque elementi di criticità: in assenza di un ulteriore rafforzamento delle misure organizzative, permane il rischio di difficoltà nell’accesso a un servizio essenziale per una parte della cittadinanza.
In tale contesto si inserisce la posizione del Segretario nazionale di AGISCI ITALIA, Fabio Desideri (nella foto), che evidenzia come «Roma non possa affrontare un passaggio così rilevante facendo affidamento esclusivamente su strumenti emergenziali. Le criticità segnalate indicano la necessità di un intervento più strutturato, in grado di garantire maggiore efficienza, accessibilità e continuità del servizio. È auspicabile un adeguamento dei modelli organizzativi, al fine di ridurre i disagi e assicurare pienamente un diritto fondamentale per tutti i cittadini».
