Esteri

Haiti rende omaggio a tre testimoni della fede e della solidarietà

 

di Michele Rutigliano (*)

Non soltanto una cerimonia istituzionale, ma un gesto dal forte valore umano, spirituale e diplomatico. Nel quadro della visita ufficiale a Roma, svoltasi dall’8 all’11 maggio scorso, il Primo Ministro della Repubblica di Haiti, S.E. Alix Didier Fils-Aimé (nella foto), l’incaricata d’Affari dell’Ambasciata presso la Santa Sede, Madame Marie Guerlyn Janvier e la Ministra degli Esteri, Madame Rhaina Forbin hanno voluto rendere omaggio a tre personalità che, attraverso percorsi diversi, hanno contribuito in modo straordinario alla crescita della Chiesa haitiana, alla formazione delle nuove generazioni e alla difesa della dignità umana in uno dei contesti più difficili del mondo. La cerimonia, svoltasi domenica 11 maggio, ha rappresentato uno dei momenti più significativi della missione romana del capo del governo haitiano. Un riconoscimento che Haiti ha voluto conferire non soltanto a tre singole persone, ma anche a ciò che esse rappresentano: la vicinanza concreta a un popolo ferito ma mai piegato dalla violenza, dalla povertà e dall’instabilità. Dietro questo tributo vi è anche il tentativo di riaffermare il ruolo fondamentale della Chiesa cattolica e delle reti educative internazionali nel sostenere la società haitiana durante anni segnati da crisi politiche, emergenze umanitarie e profonde tensioni sociali. In questo scenario, il contributo di religiosi, missionari, docenti e laici impegnati nel campo della formazione assume per Haiti un valore che va oltre il semplice sostegno spirituale, diventando presidio civile e speranza concreta per migliaia di famiglie.

Il legame di Monsignor Borgonovo con la Chiesa haitiana

Tra i premiati figura Monsignor Graziano Borgonovo, oggi Sottosegretario del Dicastero per l’Evangelizzazione della Santa Sede. Teologo di grande autorevolezza e uomo di Curia di lunga esperienza, Borgonovo ha costruito nel tempo un rapporto profondo con Haiti, visitando più volte il Paese e dedicando anni alla formazione dei seminaristi e degli studenti di teologia presso il Grand Séminaire Notre-Dame d’Haïti e l’Université Notre-Dame d’Haïti. La sua attività pastorale e accademica si è intrecciata con le necessità concrete della Chiesa haitiana, soprattutto nei momenti più complessi attraversati dal Paese caraibico. Per il governo di Port-au-Prince, il suo impegno rappresenta il volto di una cooperazione ecclesiale discreta ma costante, capace di accompagnare il cammino di una comunità spesso provata dalle emergenze sociali e umanitarie.

Suor Martha Séide e la missione educativa per Haiti

Accanto a lui è stata insignita Suor Martha Sèide, religiosa salesiana originaria di Haiti e figura di riferimento internazionale nel campo della teologia dell’educazione. Docente presso la Facoltà Pontificia “Auxilium” di Roma e consultore del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, Suor Martha rappresenta una delle espressioni più alte della tradizione educativa haitiana nel mondo cattolico. Il suo lavoro non si è mai limitato all’insegnamento universitario. Da anni, infatti, continua a tornare regolarmente ad Haiti per programmi di formazione educativa e pastorale, contribuendo in modo decisivo alla preparazione del clero haitiano e di numerosi operatori ecclesiali. La sua missione unisce rigore accademico, passione educativa e attenzione alle periferie sociali del Paese. La sua figura è oggi considerata un punto di riferimento anche per molte giovani religiose e per quanti operano nel settore dell’educazione cattolica in America Latina e nei Caraibi. Il riconoscimento ricevuto a Roma assume quindi anche il significato di un omaggio alla centralità della scuola, della formazione e della cultura come strumenti di riscatto sociale per il popolo haitiano.

Maria Adele Dell’Orto, memoria viva di una missione

Particolarmente intensa anche la motivazione che ha accompagnato il riconoscimento conferito a Maria Adele Dell’Orto, sorella di Suor Luisa Dell’Orto, la missionaria italiana uccisa a Port-au-Prince nel giugno del 2022 dopo quasi vent’anni trascorsi accanto ai bambini più poveri di Haiti. Dopo quella tragedia, Maria Adele Dell’Orto ha scelto di custodire e trasmettere l’eredità spirituale e umana della sorella, portando la sua testimonianza in numerose diocesi italiane e mantenendo viva l’attenzione sulla missione di Kay Chal, il centro dedicato all’accoglienza e alla protezione dei minori vulnerabili nella capitale haitiana. Nel conferire questi riconoscimenti, il governo haitiano ha voluto lanciare anche un messaggio preciso alla comunità internazionale: Haiti non dimentica chi le è stato vicino nei momenti più difficili. La gratitudine, in questo caso, diventa linguaggio diplomatico, memoria condivisa e segno di speranza. La premiazione romana si è così trasformata in un simbolico ponte tra Haiti, l’Italia e la Santa Sede, nel segno di una solidarietà costruita non soltanto attraverso le istituzioni, ma soprattutto attraverso le persone, la fede e il servizio agli esclusi e ai poveri.

(*) Giornalista

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