“Il taglio delle accise sui carburanti ha evitato che l’Italia diventasse il Paese europeo con l’inflazione più elevata, e per questo il governo deve prorogare lo sconto fiscale che scadrà il prossimo 22 maggio”.
Lo afferma il Codacons, commentando i dati di Eurostat. “Secondo l’istituto di statistica l’Italia con un tasso del +2,8% registra ad aprile un’inflazione inferiore alla media dell’area euro (+3%) e a quella dell’Unione Europea (+3,2%), e molto lontana dai numeri raggiunti da altri Paesi come Romania (+9,5%), Bulgaria (+6,0%) e Croazia (+5,4%) – spiega il Codacons – Un contenimento della crescita dei prezzi al dettaglio in Italia dovuto soprattutto al taglio delle accise sui carburanti scattato lo scorso 18 marzo e alle misure in tema di autotrasporto, con i listini dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari, che pur essendo saliti non sono schizzati alle stelle per effetto del caro-gasolio come avvenuto in altri Stati. Per tale motivo il governo deve trovare le risorse per prorogare lo sconto fiscale sulle accise, in scadenza il prossimo 22 maggio, fino al termine dell’emergenza in Medio Oriente e fino a che le quotazioni del petrolio non saranno tornate ai livelli pre-conflitto”, conclude il Codacons.
Taglio accise ha contenuto crescita dei prezzi
Il taglio delle accise sui carburanti ha evitato che l’Italia diventasse il Paese europeo con l’inflazione più elevata, e per questo il governo deve prorogare lo sconto fiscale che scadrà il prossimo 22 maggio. Secondo l’istituto di statistica l’Italia con un tasso del +2,8% registra ad aprile un’inflazione inferiore alla media dell’area euro (+3%) e a quella dell’Unione Europea (+3,2%), e molto lontana dai numeri raggiunti da altri Paesi come Romania (+9,5%), Bulgaria (+6,0%) e Croazia (+5,4%) – spiega il Codacons – Un contenimento della crescita dei prezzi al dettaglio in Italia dovuto soprattutto al taglio delle accise sui carburanti scattato lo scorso 18 marzo e alle misure in tema di autotrasporto, con i listini dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari, che pur essendo saliti non sono schizzati alle stelle per effetto del caro-gasolio come avvenuto in altri Stati.
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