Cronaca

Messina Denaro: perquisizioni in studio ex avvocata. Indagate due sorelle del boss

di Francesco Patanè (*)
Altre tre donne. È un mondo sempre più al femminile quello che ha protetto la latitanza di Matteo Messina Denaro. Sorelle, amanti, avvocate. O almeno è quanto è emerso dalle indagini della procura distrettuale di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia. Questa volta a finire sotto la lente degli inquirenti sono le due sorelle fino ad ora rimaste ai margini della storia, Bice e Giovanna, indagate per procurata inosservanza della pena, e l’ex avvocata dell’ultimo dei Corleonesi Antonella Moceri, morta per un malore nel 2015 mentre faceva visita al marito nel cimitero di Campobello di Mazara.
Per Bice e Giovanna, mogli di Gaspare Como e Rosario Allegra (deceduto nel 2019) entrambi condannati per mafia, la procura nelle scorse settimane aveva chiesto l’arresto, accusandole di associazione mafiosa. Il gip ha negato il provvedimento cautelare e riqualificato il reato in procurata inosservanza della pena. Su questo pende appello della procura davanti ai giudici del Riesame. Le altre due sorelle Rosalia e Patrizia sono donne di mafia. Lo dicono le sentenze e le indagini della Dda. Rosalia è stata arrestata poco dopo la cattura dell’ex primula rossa il 16 gennaio 2023. Fu il pizzino trovato nella sedia della sua cucina a portare gli inquirenti davanti alla clinica palermitana dove venne preso. È in carcere ed è già stata condannata in Appello a 14 anni. Si attende la Cassazione. Patrizia invece lo scorso anno è stata scarcerata ed è tornata a Castelvetrano dopo aver scontato una condanna per mafia a 14 anni e mezzo.
Questa mattina i militari del Crimor del Ros e la polizia hanno sequestrato lo studio dell’avvocata Antonella Moceri, oggi ereditato dal figlio. Aurelio Passanante non è indagato e l’unico contatto con la vicenda Messina Denaro riguarda la sua difesa di Andrea Bonafede, l’uomo che prestò l’identità al superlatitante. Le indagini si concentrano sugli archivi della donna che difese Messina Denaro mentre era latitante nei primi anni Duemila. Suo marito Maurizio Passanante venne ucciso da un commando nel 2008 a Campobello di Mazara. Un delitto irrisolto. La tesi dei magistrati palermitani è che ci fosse un rapporto particolare fra l’avvocata e Messina Denaro e sulla base di questo stanno cercando di ricostruire rapporti, coperture e protezioni del boss fino al 2015, un pezzo di latitanza con ancora molti misteri da svelare.
(*) La Presse

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