Politica

Biennale Arte: Giuli, Buttafuoco è un amico ma Repubblica è bene che va oltre

“Pietrangelo Buttafuoco è e resterà un amico fraterno ma c’è un bene sovraordinato rispetto anche all’amicizia fraterna che si chiama Repubblica e rispetto degli impegni assunti”.

Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo al panel ‘Opere d’arte mercato’ nell’ambito del Festival dell’economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing. Il ministro, in relazione alla vicenda Biennale di Venezia, ha sottolineato che “in questo contesto è ovvio che facesse più sangue mediatico la polarizzazione Pietrangelo Buttafuoco-Alessandro Giuli, i ragazzi del Foglio, la nidiata di Giuliano Ferrara.

Ho fatto il giornalista per diversi anni e forse tornerò a farlo e quindi so perfettamente come si afferra una notizia e la si offre bene, con un buon titolo, con un buon racconto. C’è stato un momento anche di sofferenza personale da parte di entrambi, perché l’amicizia è fatta di sofferenze, ma anche di sincerità. È un amico che ti dice che stai sbagliando e io devo rappresentare chi ti fa vedere l’errore. Dopodiché più volte ho detto che se Pietrangelo fosse stato al mio posto avrebbe fatto la stessa cosa, io non avrei fatto la sua al suo posto. Pietrangelo è uno dei più grandi intellettuali italiani, uno dei più importanti intellettuali che provengono dalla destra italiana”. Poi Giuli si è soffermato su alcune questioni politico-economiche.

Potenzialità enorme nell’estensione dell’Art Bonus

“C’è una potenzialità enorme nell’estensione dell’Art Bonus, anche dal punto di vista proprio del senso di orientamento culturale. Comprendere le potenzialità che dei soggetti privati hanno e possono mettere a disposizione dei cittadini attraverso erogazioni liberali significa cominciare a vedere che la cultura non vive più di mecenatismo come è stato nella grande storia della tradizione italiana, internazionale, europea soprattutto. Non c’è più l’idea della grande committenza della famiglia gentilizia. C’è uno Stato che deve tenere i conti in ordine e ci sono delle persone illuminate che hanno voglia di intraprendere percorsi culturali di valorizzazione e tutela sapendo che si mettono a disposizione dell’articolo 9 della Costituzione italiana. Se oggi abbiamo circa 1,2 miliardi di erogazioni possiamo triplicare estendendo questo concetto, estendendolo a taluni beni ecclesiastici o a dimore storiche che sono nella missione costitutiva della nostra Italia repubblicana”.

Red

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