Ben 13 capitoli del 21° Rapporto dell “Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio” denunciano l’aggravamento delle condizioni per alcune fasce della popolazione straniera, in particolare nella Capitale. Tra cui disagio abitativo, ostacoli alle cure sanitarie e un diritto d’asilo in agonia. Presentazione il 24 giugno
L’emergere di gravi forme di emarginazione tra alcuni gruppi di immigrati; e il peggioramento di quella serie di ritardi, inadempienze, illeciti amministrativi, disfunzioni del sistema che ordinariamente affliggevano già la popolazione immigrata, in particolare nella città di Roma.
Sono i temi di cui si occupano ben 13 capitoli del 21° Rapporto dell’“Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio”, a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS e dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, che sarà presentato mercoledì 24 giugno, alle ore 16.00, presso il Teatro Rossini di Roma.
Il Rapporto, sostenuto anche dal Csv Lazio e dalle sedi regionali Anolf, Cgil e Cisl, aggiorna i dati statistici sulla popolazione straniera regolarmente presente nel Lazio e nelle sue province analizzando i principali archivi su residenti, soggiornanti, richiedenti asilo e sistema di accoglienza regionale, donne, minori stranieri non accompagnati, alunni e alunne nelle scuole, lavoratori e lavoratrici dipendenti e autonomi e tanto altro.
Ma sono appunto quei 13 capitoli di denuncia a segnare l’attualità di questa edizione. Riguardano in particolare l’acuirsi della marginalità abitativa, cui sono dedicati 3 capitoli; gli ostacoli alle cure sanitarie nelle periferie più svantaggiate e in alcuni contesti marginalizzati (Bastogi, Ostia, Roma Tiburtina); l’invisibilità giuridica e sociale che ancora colpisce parte della popolazione rom; le prassi illegittime della questura di Roma durante la domanda di protezione internazionale e il diritto d’asilo in agonia; un sistema di accoglienza ordinariamente gestito come filiera dell’emergenza; lo sfruttamento del lavoro domiciliare delle donne immigrate che, una volte anziane, scoprono di avere diritto a pensioni miserevoli a causa di carriere lavorative saltuarie e non sempre contrattualizzate; il mancato accesso dei detenuti stranieri alle misure alternative.
Crescono però anche le esperienze di partecipazione, cittadinanza attiva e sostegno ai migranti nell’area metropolitana come nelle altre province del Lazio, il cui protagonismo ormai non è da meno di quello romano, anche nel numero di capitoli che compongono la sezione dedicata all’immigrazione in tutta la regione.
Di questo e tanto altro si parlerà nella presentazione del 24 giugno, che offrirà come sempre un’opportunità di riflessione critica e propositiva sulle politiche per la popolazione immigrata del territorio e per tutta la cittadinanza che lo abita.
