Medicina

Ricerca: Fioranelli, la bellezza fa bene alla salute

di Margherita Lopes
(LaPresse) – La bellezza fa bene alla salute. E a parafrasare il Kalòs kai agathòs di memoria classica questa volta è la scienza. “Abbiamo scoperto, con gli strumenti della neurofisiologia moderna, che il bello e il brutto non sono categorie esterne, ma categorie biologiche: vivere nel bello, ascoltare una musica, ammirare un volto armonioso modificano aspetti neuroimmunologici del nostro organismo. E questo ha un influsso diretto sulla nostra salute”. Lo spiega a LaSalute di LaPresse Massimo Fioranelli, docente di Fisiologia all’Università Guglielmo Marconi e autore di ‘La mente estetica. Neuroestetica, cuore, cervello’ (Mimesis). Fioranelli affronta la questione a margine della presentazione della Ricerca sull’attrattività facciale tra scienza, percezione e benessere, realizzata da tre atenei italiani in collaborazione con Miss Italia e presentata all’Ordine dei medici di Roma. Oltretutto l’impatto della bellezza è potente. “L’infiammazione viene accentuata se viviamo in un ambiente disarmonico”, aggiunge lo studioso.
“Lo studio – riflette Fioranelli – fa il paio con i meccanismi neurocognitivi collegati all’esperienza estetica messi un luce già da Darwin nel suo celebre libro The Descent of man’. E ci dice che il bello di un’opera o di un volto in realtà è dentro di noi ed evolve nel tempo”. Per il medico, insomma, ormai abbiamo gli strumenti per capire che “la bellezza non è un lusso dello spirito, ma una funzione biologica: regola il sistema nervoso, armonizza il ritmo cardiaco, genera coerenza e salute”. Dalle neuroscienze alla filosofia, fino alla fisiologia dell’emozione, il suo ultimo volume esplora l’esperienza estetica come una medicina per corpo e anima. Il tutto mentre la medicina analizza e sfrutta il potere curativo dell’arte. Ma occorre avere una cultura, una preparazione, per godere appieno della bellezza, o è possibile farlo senza intermediazione? “Per la maggior parte delle esperienze estetiche si evocano meccanismi neurofisiologici già incarnati nel nostro cervello – risponde Fioranelli – però poi la mediazione avviene sempre attraverso la cultura. Un’opera d’arte o un bel viso vengono messi in proporzione con le nostre esperienze, e anche l’apprezzamento risente molto della nostra esperienza e della formazione culturale”.

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