“Ormai è chiaro che la nuova legge elettorale si farà. Dunque, governerà chi avrà un voto in più, niente accordi tecnici posticci.
Io contesto a Meloni il fatto di voler fare una legge elettorale solo adesso e solo perché ha paura di perdere, ma guardo il bicchiere mezzo pieno: il pareggio non è più un’opzione. Dunque, bene che tutto il centrosinistra prenda un impegno per un governo di legislatura. Manca però un passaggio: servono le primarie”. Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, in un’intervista a ‘La Stampa’.
Scegliendo il candidato premier, “solo così si vincolano tutti al rispetto della leadership e a un accordo serio sul programma. Le primarie sono una festa di democrazia, non un problema. Lei immagini cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi: Meloni chiusa nel palazzo a trattare tra Vannacci e Marina Berlusconi, noi in mezzo a milioni di persone nelle piazze, nei gazebo, nei circoli. Sarebbe fantastico”, sottolinea il leader di Iv. A proposito della legge elettorale, alla domanda se condivida la scelta di chiudere al confronto con la maggioranza e non provare a modificarla, Renzi risponde: “Sì, per me questa legge è inemendabile, frutto di un atto di arroganza. È il Melonellum, la legge di Giorgia, fatta per la paura di perdere. L’atteggiamento della destra mi suona ipocrita, hanno scelto di presentare un pacchetto chiuso e non vedo margini di miglioramento. Mi auguro che il centrosinistra in Parlamento tenga una linea unitaria”.
Chi divide il Centrosinistra regala il Quirinale a Meloni e sovranisti
“Conosco Giorgia Meloni da vent’anni. Penso che abbia fallito come premier, ma so che non è una masochista. Non va a votare a ottobre 2026, perché sa che quello è il momento peggiore per lei. Meloni ha fallito su politica estera, sicurezza e stipendi, ma non è così miope da accelerare la sconfitta. E non è così coraggiosa da rischiare tutto”. A proposito dei dubbi di Giuseppe Conte, Renzi ha aggiunto: “Dentro il Movimento 5 stelle c’è un dibattito, come è normale che sia, visto che il passato ci divide dal ‘nostro’ Draghi ai loro decreti sicurezza. Ma è lo stesso clima che c’è tra i nostri sostenitori rispetto all’alleanza con loro. In questi casi gli aspetti personali non contano: faccio politica e so che il centrosinistra unito vince, il centrosinistra diviso perde. La matematica ha le sue regole. Chi divide oggi il centrosinistra regala il Quirinale a Meloni e ai sovranisti: io non accetterò mai di essere complice di questa follia”.
Schlein? Su patrimoniale errore tattico e strategico
“Lo ritengo un errore tattico e strategico. Tattico perché la Meloni ha alzato la pressione fiscale e su questo andrebbe incalzata. Invece, con la patrimoniale regaliamo l’argomento ‘meno tasse’ alla destra che le ha aumentate: è un autogol. Ma c’è un elemento anche strategico. Io voglio che i miliardari paghino più tasse qui, in Italia. Se diciamo che vogliamo la patrimoniale, i miliardari se ne vanno: il solo annuncio della patrimoniale riduce il gettito e abbiamo meno soldi per la sanità, la scuola, la sicurezza. Io sono affezionato alla socialdemocrazia svedese, con Olof Palme che diceva: ‘Noi democratici non siamo contro la ricchezza. Siamo contro la povertà'”. Questa la risposta di Renzi alla domanda sull’apertura di Elly Schlein all’ipotesi di una patrimoniale, che Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs vorrebbero nel programma di governo del centrosinistra.
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