Un viaggio attraverso sei Paesi, oltre 600.000 metri di pellicola IMAX e 91 giorni di riprese per dare vita a The Odyssey, il nuovo colossal firmato Christopher Nolan.
Nel racconto esclusivo dei protagonisti Matt Damon, Robert Pattinson e Tom Holland e del regista a Zach Baron – GQ senior special projects editor, emerge il ritratto di una produzione monumentale, fisica e profondamente umana, destinata a ridefinire i confini del cinema contemporaneo – un viaggio tra mito, tecnologia e umanità. Girato tra Marocco, Grecia, Italia, Islanda, Scozia e Stati Uniti, The Odyssey rappresenta la più grande sfida produttiva di Nolan: un progetto che unisce l’ambizione spettacolare del blockbuster alla ricerca di autenticità e verità emotiva che da sempre caratterizzano il suo cinema.
“Ogni singola location sarebbe stata la più difficile di qualsiasi altro film a cui abbia mai partecipato. E si sono susseguite una dopo l’altra”, racconta Matt Damon, protagonista del film nel ruolo di Ulisse. “È semplicemente tutto più grande: è come cavalcare un’onda gigantesca”.
Tra le location simbolo del film c’è Favignana, antica Aegusa, l’isola siciliana legata al mito omerico del Ciclope. Qui Nolan ha trasformato il Castello di Santa Caterina nella sua Itaca, affrontando una complessa sfida logistica che ha costretto troupe e attori a raggiungere il set a piedi o in elicottero. Il regista conferma il proprio approccio radicale alla messa in scena: ambienti reali, condizioni reali e reazioni autentiche.
“Chris non simula nulla. È tutto reale. Lui vuole delle vere reazioni umane: la risposta viscerale che ti viene spontanea”, sottolinea Tom Holland, che interpreta Telemaco. Anche Robert Pattinson, nel ruolo di Antinoo, descrive il set di Odissea come un’esperienza fuori scala: “Ero seduto da solo al bar dell’hotel, finché la gente ha cominciato ad arrivare. Non avevo mai visto persone così esauste, ed eravamo solo a un terzo del percorso. Io sono entrato a un terzo delle riprese, e a quel punto erano già stati in due paesi e tutti sembravano proprio… Voglio dire, alla fine di ogni giornata erano a pezzi”.
Accanto alla dimensione spettacolare, The Odyssey conserva il cuore emotivo che attraversa tutta la filmografia del regista. “In molti dei miei film c’è questa tensione tra il desiderio di stare con la famiglia e le responsabilità al di fuori di essa”, spiega Nolan. “È qualcosa con cui mi identifico profondamente”.
Per Matt Damon, proprio questa combinazione di ambizione e vulnerabilità rende il progetto unico: “Non credo che alle persone verranno concesse ancora a lungo le risorse per girare pellicole del genere”, racconta l’attore. “Girare una storia così grande, tutta in esterni, su pellicola, in camera… ormai ci sono solo un paio di persone in grado di mettere in piedi una produzione del genere”.
