Politica

Centrodestra: Vannacci, mai parlato con Meloni, ignorarci non gli conviene

Foto: LaPresse

“Il centrodestra si è perso e va alla deriva. Salvini? Non l’ho più sentito. Non mi ha risposto neanche agli auguri di compleanno. Meloni? Con lei non ho mai avuto il piacere di parlare. Spero però che non continuino tutti a fare l’errore di ignorare Futuro Nazionale, perché non gli conviene”. Così Roberto Vannacci in un’intervista al Messaggero Veneto. Sul dossier Ucraina poi l’europarlamentare mette in chiaro: “Non cederò di un millimetro, tutto si può discutere, ma senza tradire quegli elettori che si rivolgono a me vedendo in Futuro Nazionale un cambiamento. Io non mi schiero contro l’Ucraina, ma voglio fare gli interessi degli italiani, mentre qualcun altro, come Ciriani, si preoccupa di più di fare gli interessi di Zelensky che quelli degli italiani”. “Io fatico a tradire i miei principi e per questo Futuro nazionale ha posto linee rosse invalicabili: migranti, sicurezza, energia, posizionamento internazionale, famiglia naturale e natalità” conclude Vannacci parlando della possibilità di entrare nella coalizione di centrodestra.

Sogno raggiungere 10%, il problema della Lega è la coerenza

Raggiungere le due cifre da qui a un anno? “E’ il mio sogno, mi rendo conto che non sarà facile, ma mi sono accorto che c’è una simpatia per quello che facciamo molto più alta dei sondaggi delle agenzie ammaestrate”. Parlando del suo ex partito, la Lega, l’europarlamentare aggiunge: “Il problema è la coerenza, ha sempre votato in Europa contro la guerra a oltranza, contro l’invio di armi all’Ucraina e contro il Rearm Europe. Non posso restare in un partito che in Italia invece firma il decreto per le armi all’Ucraina o che invita alle riunioni rappresentanti della comunità Lgbtq e apre a concetti che snaturano la famiglia naturale. O che è sovranista a giorni alterni. O che vuole rottamare la legge Fornero che invece esce rafforzata dalle misure di governo”. “E poi c’è un problema di rapporti – sottolinea il leader di Futuro nazionale -. Non potevo restare in un partito che vedeva un vicesegretario subire ogni giorno gli attacchi di dirigenti come Zaia, Fontana, Molinari, Centinaio, sul suo operato”.

Red

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