Medicina

Sanità: Gimbe, mancano 497 pediatri di libera scelta, 80% carenze al Nord

In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra; entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale. È quanto denunciato dalla Fondazione Gimbe in un’analisi sui pediatri di libera scelta, i cosiddetti pediatri di famiglia, sulle criticità che regolano l’inserimento dei Pls nel Ssn e sulla carenza dei Pls nelle diverse regioni italiane. ‘Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute – spiega Gimbe – il pediatra di libera scelta è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un Pls per garantire l’accesso a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale’. Tuttavia, sottolinea il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, ‘in molte aree del Paese si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende Sanitarie Locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili’.
2,4 milioni i bambini con iscrizione obbligatoria
Secondo i dati Istat, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni con iscrizione obbligatoria al pediatra di libera scelta erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal Pls o dal medico di medicina generale, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti. Il progressivo calo delle nascite sta modificando in modo significativo la platea degli assistiti dei Pls. I dati Istat documentano infatti una costante riduzione del numero di bambini di 0-5 anni, fascia per la quale l’iscrizione al Pls obbligatoria: tra il 1° gennaio 2019 e il 1° gennaio 2025 si registrano circa 420mila assistiti in meno per i Pls. ‘La riduzione della popolazione 0-5 anni – osserva Cartabellotta – ha determinato, su scala nazionale, una contrazione del fabbisogno teorico di Pls di circa 500 unità nel periodo considerato. Tuttavia, il calo demografico non si traduce immediatamente in una riduzione proporzionale del carico assistenziale’. Nel 2024 si sono registrati in Italia 370.444 nuovi nati, mentre 566.971 adolescenti hanno compiuto 14 anni. Considerato che l’82,9% dei bambini e ragazzi tra 6 e 13 anni risulta ancora iscritto ai Pls, si stima che nel 2024 oltre 470mila assistiti siano transitati dai pediatri ai medici di medicina generale. A fronte di circa 370mila nuovi nati iscritti ai Pls, il saldo 2024 per la pediatria di libera scelta registra quindi circa 100mila assistiti in meno.
Resta il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun Pls
L’ultimo Accordo Collettivo Nazionale, in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di mille assistiti per ciascun Pls già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i mille assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra. ‘Il vero nodo – sottolinea Cartabellotta – è che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di medicina generale, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un mmg disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei Pls, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica’. L’inserimento di nuovi pediatri nel Ssn avviene dopo che la Regione, o un soggetto da essa individuato, ha identificato gli ambiti territoriali carenti, ovvero le aree in cui è necessario rafforzare l’assistenza pediatrica e garantire una presenza più capillare degli studi dei Pls. Secondo l’ultimo Acn, il fabbisogno viene calcolato sulla base del rapporto ottimale di un Pls ogni 850 bambini, o frazione superiore a 450. Nel calcolo si considera la popolazione residente sotto i 14 anni, sottraendo i bambini tra 6 e 13 anni già iscritti a un medico di medicina generale. In assenza di accordi integrativi regionali, si assume che il 70% della popolazione tra 6 e 13 anni possa essere assistita dai pls. «Con il nuovo Acn – spiega Cartabellotta – il fabbisogno di pls viene stimato in modo più aderente alla realtà assistenziale, perché considera anche i bambini tra 6 e 13 anni effettivamente seguiti dai pediatri, che in precedenza erano esclusi dal computo. Questo consente di programmare il numero dei PLS sulla base degli assistiti realmente in carico e non della sola popolazione 0-5 anni’.
Previsto entro il 2029 il pensionamento di 1.547 pediatri di libera scelta
Secondo i dati 2025 forniti dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri, tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 Pls della Campania ai 2 Pls in Valle d’Aosta. Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, è aumentato in maniera significativa negli ultimi 6 anni: da 496 borse nell’anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell’anno accademico 2020-2021. ‘Tuttavia – osserva Cartabellotta – non è possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anziché quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti’. Secondo le rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (Sisac), al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 Pls, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). Complessivamente, l’82,9% della popolazione Istat tra 6 e 13 anni risulta seguita da un Pls, con marcate differenze regionali: dal 94% della Toscana al 56,3% della Sardegna (figura 4). In termini assoluti, la media nazionale è di 917 assistiti per PLS: superano il massimale di 1.000 assistiti il Piemonte (1.126), la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). ‘Con questi livelli di saturazione – spiega Cartabellotta – il principio della libera scelta rimane solo sulla carta: in molte aree del Paese trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più difficile, se non impossibile. E il problema non riguarda più soltanto le zone montane o periferiche, ma anche molte grandi città. In altri termini, la realtà assistenziale può essere molto più critica di quanto suggeriscano le medie regionali’. Secondo i dati Sisac nel 2019 i Pls in attività erano 7.373, ovvero 1.089 in più rispetto al 1° gennaio 2025. ‘La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia – commenta Cartabellotta – supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite e dimostra che il problema non può essere spiegato solo dalla dinamica demografica. Da un lato diminuiscono i Pls in attività, dall’altro continua a crescere il numero di bambini e ragazzi che restano in carico ai pediatri, anche per le difficoltà di iscrizione ai mmg, con progressivo aumento degli assistiti nella fascia 6-13 anni per i Pls. La nostra stima fotografa il fabbisogno di Pls a livello regionale, ma non permette di individuare le singole zone carenti, che dipendono da variabili locali come densità abitativa, distribuzione della popolazione pediatrica, caratteristiche geografiche e accessibilità degli ambulatori’. Per garantire qualità dell’assistenza, prossimità degli studi e reale libertà di scelta, la Fondazione Gimbe ha utilizzato il rapporto ottimale di 1 Pls ogni 850 assistiti utilizzando le rilevazioni Sisac al 1° gennaio 2025. Il risultato è una carenza complessiva di 497 Pls, con forti squilibri regionali.
Il 78,7% delle carenze di camici bianchi si concentra in Lombardia, Piemonte e Veneto
Il 78,7% delle carenze si concentra infatti in tre sole grandi Regioni del Nord, in peggioramento rispetto al 1° gennaio 2024: Lombardia (186), Piemonte (109), Veneto (96). Al contrario, in cinque Regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria) non si rilevano carenze, poiché la media di assistiti per Pls è inferiore a 850. Anche questo dato risulta in peggioramento perché al 1° gennaio 2024 le Regioni senza carenze erano nove. ‘Inevitabilmente – precisa Cartabellotta – la carenza stimata in termini di media regionale tende a sottostimare eventuali carenze locali anche molto critiche, soprattutto nelle aree interne, montane e a bassa densità abitativa, ma ormai sempre più frequenti anche nelle grandi città metropolitane’.

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