Politica

Caso Minetti, Nordio: “Per noi ora dossier è chiuso”

“Ho apprezzato la durezza con cui il comunicato della Procura Generale di Milano ha smentito le insinuazioni fatte dalla stampa e per noi ora il caso è chiuso”.

Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri, parlando del caso legato alla grazia concessa a Nicole Minetti. “Spero che la stessa opposizione, che a suo tempo si era scatenata in modo molto violento anche chiedendo le mie dimissioni sulla base di quelle che potevano essere viste già da allora come delle notizie abbastanza discutibili, comprenda che una cosa è la critica più che legittima, anzi doverosa, nei confronti del governo e dei ministri quando si tratta del merito politico di una o più decisioni, ma poi diventa quasi ridicola quando si fonda sulla credulità di alcune insinuazioni che poi si sono dimostrate, come era evidente, assolutamente infondate”, ha concluso il Guardasigilli.

 

Ringrazio magistratura Milano per tempestività e professionalità

“Ringrazio la magistratura di Milano che si è attivata subito dopo il nostro intervento, muovendo e muovendosi attraverso tutti i canali possibili, nazionali e internazionali, per chiarire alcuni aspetti, peraltro marginali. Chi ha letto le carte, come le abbiamo lette noi e come le aveva lette il Quirinale, soprattutto le sentenze dell’organo giurisdizionale dell’Uruguay sull’adozione, vi era scritta in modo puntuale tutto l’iter che aveva portato a quei provvedimenti – spiega il Guardasigilli -. Gli altri aspetti, le feste e altro che ovviamente non erano state prese in considerazione dalla sentenza erano già stati oggetto di una indagine parziale, ma sicuramente il tribunale uruguayano non avrebbe emanato quel provvedimento se vi fossero stati dei sospetti”. “Le indagini che sono state effettuate dalla Procura Generale di Milano, da ben tre magistrati, sono state nazionali e internazionali – ribadisce Nordio -. Aggiungo che non vi è la possibilità di una rogatoria di senso tecnico con l’Uruguay se non quando è coinvolta una persona indagata o imputata. In questo caso non essendovi né indagati né imputati non si è potuto procedere a una rogatoria ma soltanto attraverso indagini effettuate tramite la polizia. Questo la Procura Generale di Milano lo ha fatto con grande tempestività e professionalità” ed “è emersa una assoluta coerenza della sentenza dell’Uruguay con quelle che poi sarebbero stati gli accertamenti ulteriori, l’assoluta infondatezza di tutte le illazioni che erano state fatte della stampa”.

Red

Related posts

Migranti, nuova tegola sul Decreto del Governo. La Cassazione: “Il giudice può disapplicare la norma sui Paesi sicuri”

Redazione Ore 12

Fornero: “Salvini ministro del Lavoro? Non lo auguro agli italiani”

Redazione Ore 12

Renzi e il caso Morisi: “Spiattellato sui giornali in modo vergognoso”

Redazione Ore 12