di Marino Marini
E’ partita la battaglia degli emendamenti sulla nuova Legge Elettorale. Mentre il Centrosinistra
cerca di compattarsi, il Centrodestra marcia unito per arrivare ad una rapida approvazione delle
nuove regole sul voto, che potrebbero certamente portare ad una maggiore governabilità con
maggioranze bulgare, ma anche con il rischio di violare la Costituzione. Intanto sono partite le
raffiche di emendamenti e si lavora in Commissione tra mille polemiche. I passaggi in commissione Affari costituzionali, sono stringenti. L’obiettivo di approdare nell’aula del Senato il 26 giugno, come già calendarizzato. Secondo quanto stabilito dall’ufficio di presidenza, martedì prossimo, dopo le dichiarazioni diinammissibilità degli emendamenti programmate per lunedì, inizieranno le votazioni sulle proposte di modifica.
L’esame degli emendamenti proseguirà fino al 24 giugno “negli spazi consentiti dai lavori dell’Assemblea e nelle giornate di sabato e domenica”. Seguirà la trasmissione del testo alle commissioni competenti in sede consultiva per l’acquisizione dei pareri e, giovedì 25 giugno, il conferimento del mandato ai relatori. Sul calendario imposto dalla
maggioranza è durissima la reazione delle opposizioni. “Il calendario imposto dalla maggioranza per l’esame della legge elettorale rappresenta una forzatura evidente che non consente un approfondito e serio confronto su una norma fondamentale per la vita democratica del Paese. Siamo di fronte a un soliloquio della maggioranza, che, temendo l’esito delle prossime elezioni, sta di fatto cucendo un modello elettorale su misura delle proprie esigenze, senza alcuna reale
apertura al dialogo con le opposizioni”. Così in una nota i capigruppo delle opposizioni alla Camera dei Deputati, Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5S), Luana Zanella (AVS), Maria Elena Boschi (IV), Riccardo Magi (+Europa), Matteo Richetti (Azione). “Un approccio che si traduce in uno strappo istituzionale, con testi definiti in riunioni ristrette a Palazzo Chigi e con il Parlamento ridotto a ratifica di decisioni già prese – aggiunge -. Il calendario dei lavori conferma questa impostazione e rende evidente come siano caduti nel vuoto anche gli appelli al ‘proficuo
dialogo’ arrivati da autorevoli figure istituzionali, incluso il Presidente della Camera. È inaccettabile che si imponga un ritmo serrato, con sedute continue anche notturne e nei fine settimana, su un provvedimento che non presenta alcuna reale urgenza, mentre sulle misure che riguardano le emergenze sociali del Paese, dalla perdita del potere d’acquisto al
caro bollette alle liste d’attesa, si procede con ingiustificabile lentezza”. Ma andiamo poi a vedere quanti sono quali
sono, per ora, gli emendamenti.
Legge elettorale: Pd-M5S-Avs, governo pensa solo a garantire se
stesso e dimentica Paese
“La destra è divisa e, dopo la sconfitta al referendum costituzionale, prova a forzare la mano sulla
legge elettorale perché teme di perdere le prossime elezioni politiche. È il tentativo di riscrivere le
regole del gioco, introducendo meccanismi che allontanano i cittadini dalla scelta dei propri
rappresentanti e concentrano ancora più potere nelle mani dei leader di partito. Proprio per questo,
come forze di opposizione, abbiamo concordato emendamenti comuni per contrastare questo
disegno e impegnarci in una battaglia comune contro la deriva di una destra che pensa solo alle
proprie poltrone. Intanto, l’esecutivo continua a fare spallucce agli italiani che da quattro anni
aspettano risposte ai loro problemi quotidiani: salari bassi, sanità in difficoltà, caro energia e crisi
sociale. Ormai il governo Meloni pensa soltanto a garantire se stesso, dimenticandosi di famiglie e
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imprese”. È quanto dichiarano in una nota congiunta la segretaria dem Elly Schlein, il presidenteM5S Giuseppe Conte e i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.326 emendamenti unitari dal Centrosinistra, 322 quelli soppressiviSono 326, secondo quanto si apprende, gli emendamenti unitari presentati dal centrosinistra allalegge elettorale in discussione presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera. Tra diessi, 322 sono quelli soppressivi, incluso quello per la cancellazione dell’indicazione del candidatopremier. Un emendamento a prima firma M5S riguarda i fuori sede e uno, a prima firma Pd, siriferisce al nodo Trentino Alto Adige e al conteggio dei voti riportati in questa circoscrizione per ladeterminazione delle cifre elettorali nazionali delle liste e delle coalizioni di liste, nonché del totaledei voti validi nazionali. Un emendamento riguarda gli scorrimenti ovvero l’attribuzione del premionon tramite Listone nazionale ma sulla base dei migliori risultati collegi e uno, a prima firma Avs,affronta il tema della parità di genere (sostituisce 60/40% con 50/50%).In emendamenti centrodestra specifica su indicazione premier edoppia candidaturaIl nodo del Trentino Alto Adige, quello legato all’indicazione della figura proposta come candidatopremier, e infine quello collegato al ‘listone’. Sono questi, secondo quanto si apprende, i temiaffrontati dai quattro emendamenti del centrodestra sulla legge elettorale. Per quanto riguardal’indicazione del candidato premier, viene rimarcato meglio il fatto che sono fatte salve leprerogative del Presidente della Repubblica e il rispetto dei principi della Costituzione. Sul ‘listone’da 70 deputati e 35 senatori, viene spiegato, non sarà più un unico listone diviso per circoscrizione,ma 27 listini circoscrizionali uniti tra loro. Non c’è più quindi una lista unica grande ma tante listepiccole, con la differenza che si può essere candidati nel listone di coalizione solo se si è anche inuna delle liste proporzionali di partito, nella stessa circoscrizione dove si è indicati. Si introduce, insostanza, l’obbligo di doppia candidatura nel listino del premio e in quelli plurinominaliproporzionali. In parcolare la modica del cosiddeo ‘listone’ specica che “i candida nel collegiouninominale, all’ao della presentazione della candidatura, si collegano con una lista singola o con liste traloro collegate che abbiano depositato il proprio contrassegno ai sensi dell’arcolo 14, nel rispeo delledichiarazioni di collegamento in coalizione”. In merito all’indicazione del premier la proposta emendavaspecica: “Sono fae salve le prerogave del Presidente della Repubblica previste dall’arcolo 92 dellaCostuzione, nonché il rispeo di quanto disposto dall’arcolo 67 della Costuzione”. Mentre sul nodoTrenno Alto Adige, “i vo espressi nelle circoscrizioni di cui al presente arcolo sono computa nelladeterminazione delle cifre eleorali nazionali delle liste e delle coalizioni di liste, nonché del totale dei vovalidi nazionali, esclusivamente ai ni richiama dall’arcolo 83″.Azione, gli mendamenti: sistema proporzionale e premio 5% solosopra 50% voti validi AncheAnche Azione ha depositato presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera unarticolato di emendamenti per la modifica del ‘testo Bignami’. “Si prevede il ritorno a un sistemaproporzionale puro – si legge in una nota del partito -, con un piccolo premio di maggioranza del 5%(10 seggi al Senato e 20 alla Camera) per la lista o la coalizione di liste che abbia superatocomunque il 50% dei voti validi. Negli emendamenti di Azione si stabilisce inoltre un’inversionedel meccanismo di attribuzione dei seggi di premio di maggioranza: a differenza che nel ‘testoBignami’ prima si assegnano i seggi proporzionali, poi quelli del premio di maggioranza, e questiultimi non scattano in blocco, ma limitatamente al numero utile a raggiungere il tetto massimo di
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220 seggi alla Camera e 110 al Senato, distribuiti in base ai risultati reali ottenuti nei diversi collegidalla lista o coalizione vincente. Inoltre Azione ha presentato emendamenti sul tema dell’esonerodall’obbligo della raccolta firme, che oggi è riconosciuta solo ai gruppi parlamentari costituiti inentrambe le camere all’inizio della legislatura in corso e sul riconoscimento del diritto di voto pergli elettori fuori sede”.
