Regioni

Trentino: al via nuova piattaforma sanitaria per dialogare con utenti

Avvicinare la sanità alla vita quotidiana delle persone, trasformando i dati epidemiologici e scientifici in narrazioni accessibili, chiare e capaci di generare consapevolezza. E’ l’obiettivo di ‘Pirol.e’, il progetto di comunicazione lanciato dall’assessorato alla salute della Provincia di Trento che punta a fare da ponte tra le istituzioni sanitarie e la cittadinanza attraverso una prima campagna interamente dedicata alla prevenzione e ai corretti stili di vita. Il nome scelto per l’iniziativa affonda le radici nell’identità locale: nel dialetto trentino, infatti, ‘pirole’ significa letteralmente pillole. La filosofia alla base di ‘Pirol.e’ si inserisce nel solco del cosiddetto data humanism, un approccio in cui il dato numerico e il design collaborano per generare valore collettivo. Invece di presentare statistiche, il progetto utilizza la comunicazione visiva e il racconto per creare connessione tra i servizi territoriali e gli utenti. “Con questo progetto vogliamo cambiare l’idea di una sanità distante, percepita spesso come un apparato burocratico – ha detto l’assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina -. Questo progetto riflette una visione precisa: la prevenzione, e quindi la salute, non si tutelano solo all’interno degli ospedali o degli ambulatori, ma si costruiscono giorno per giorno nelle scelte dei cittadini, nei luoghi di vita e di lavoro. Abbiamo voluto dare un’anima ai dati, trasformandoli in narrazione visiva, partendo proprio dalla prevenzione perché rappresenta il vero bivio per il futuro della nostra comunità. La nostra visione guarda a un Trentino in cui la sanità non interviene solo nella cura, ma accompagna le persone a vivere meglio, investendo oggi sugli stili di vita per garantire la sostenibilità e il benessere di domani. Vogliamo che la popolazione si appropri di queste informazioni e si senta partecipe di uno sforzo collettivo”. Il viaggio nei dati del Trentino parte dall’attività fisica, evidenziando come il 67 per cento della popolazione adulta sia attiva, una quota che si attesta al 54 per centro tra gli anziani ma accendendo anche i riflettori sulle disuguaglianze legate al genere e alla condizione sociale. Il report si sposta poi sul tema sensibile dell’alimentazione, dove l’obesità e il sovrappeso seguono un marcato gradiente sociale condizionato da fattori economici e dal titolo di studio. I numeri fotografano una realtà che conta 156 mila trentini in sovrappeso e 41mila persone con obesità su un totale di circa 546mila abitanti. L’analisi tocca poi due problematiche complesse: il consumo di alcol, che vede ben 117mila adulti consumare alcolici con modalità definite a rischio, pari a un trentino su tre, un dato che mostra un trend crescente. Infine il tabagismo, con circa 74mila fumatori e fumatrici tra i 18 e i 69 anni, che si traducono nel 21 per cento della popolazione, a fronte di un 20 per cento di ex fumatori e di un 59 cento che dichiara di non aver mai fumato o di aver smesso da tempo.

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