Economia e Lavoro

Pil: stime EY, per Italia +0,6% in 2026, crescita moderata e quadro ancora incerto

 

Le nuove proiezioni di EY per l’economia italiana delineano uno scenario di crescita moderata, in un contesto globale ancora caratterizzato da forte incertezza. Secondo le stime, il Pil reale è atteso aumentare dello 0,6% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027, mentre il tasso di inflazione si attesterà al 2,6% nel 2026 e al 2,1% nel 2027. Sono i principali dati emersi nella quindicesima edizione dell’EY Italian Macroeconomic Bulletin, report trimestrale che analizza le dinamiche macroeconomiche aggregate e settoriali dell’Italia, fornendo previsioni a medio termine grazie all’utilizzo di modelli macroeconometrici proprietari. Dopo il risultato positivo del primo trimestre 2026 (+0,3%), le previsioni EY indicano una dinamica discontinua nel resto dell’anno, con una lieve contrazione congiunturale del PIL nel secondo trimestre (-0,1%), e una ripresa nella seconda parte dell’anno (+0,1% in entrambi i trimestri successivi). Nel complesso, secondo le nostre stime il PIL crescerà dello 0,6% nel 2026, sostenuto dai consumi delle famiglie (+0,6%) e dagli investimenti (+1,0%), mentre la domanda estera netta contribuirà negativamente alla crescita (-0,2 punti percentuali). Nel 2027 la crescita è prevista allo 0,7%, favorita da una leggera accelerazione delle esportazioni e dal contestuale rallentamento delle importazioni. Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY in Italia, ha commentato: “Una crescita del PIL dello 0,6% nel 2026 conferma un quadro di moderata espansione per l’economia italiana. La tenuta della domanda interna rappresenta un elemento positivo, ma il contesto internazionale resta complesso e richiede alle imprese una maggiore capacità di adattamento. In questa prospettiva, innovazione, investimenti e competitività restano fondamentali per rafforzare la resilienza del sistema produttivo e sostenere la crescita nel medio periodo”.

Primo trimestre Pil avanti per l’export

In dettaglio, il primo trimestre del 2026 ha registrato una crescita congiunturale del PIL dello 0,3%, dopo un incremento simile nel trimestre precedente. Il risultato è dovuto principalmente a una crescita dinamica delle esportazioni (2,2%) che, assieme a una contrazione delle importazioni (-0,7%), si è tradotta in un contributo positivo della domanda estera. A questo si unisce l’aumento dei consumi delle famiglie (0,5%, pari a 0,3 punti percentuali di contributo alla crescita complessiva del PIL) e degli investimenti (0,7%).  Per il secondo trimestre del 2026, EY prevede una lieve flessione del PIL rispetto al trimestre precedente (-0,1%), legata principalmente alla crescita delle importazioni (+2,7%) e alla riduzione dei consumi delle famiglie e degli investimenti (pari rispettivamente a -0,3% e -1,1%). Nella seconda metà dell’anno si prevede invece una modesta crescita (crescita congiunturale del PIL allo +0,1% in entrambi i trimestri).

Su base annua crescita dalla domanda interna

Su base annua, la crescita del 2026 sarà sostenuta dalla domanda interna (principalmente consumi delle famiglie e investimenti), mentre la domanda estera netta contribuirà negativamente alla crescita. La crescita dei consumi sarà sostenuta da un mercato del lavoro ancora solido, con un tasso di disoccupazione atteso al 5,6% nel 2026, mentre gli investimenti beneficeranno soprattutto della crescita nel settore delle abitazioni.  Nel 2027, il miglioramento dello scenario internazionale dovrebbe favorire una leggera accelerazione delle esportazioni italiane, previste in aumento dell’1,8%, a fronte di un rallentamento delle importazioni (1,4%) rispetto al 2026 (2,6%). L’inflazione è attesa al 2,6% nel 2026 (principalmente per effetto dei maggiori prezzi dei beni energetici) e in calo al 2,1% nel 2027. Sul fronte dei conti pubblici, il deficit è previsto al 3,2% del PIL nel 2026 e al 3,0% nel 2027, mentre il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire dal 137,5% al 136,2% nello stesso periodo.

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