di Orietta Migliori
“Nel 2025 i pensionati Inps sono 15.435.694, di cui 7.426.392 maschi e 8.009.302 femmine, in calo rispetto ai 15.765.032 pensionati del 2022″. Nel 2025 in Italia sono state liquidate 834.658 pensioni previdenziali, anch’esse in calo rispetto al dato registrato nel 2024 (861.949) e ancor più rispetto al 2022 (878.369) – viene messo in evidenza – questo calo è determinato soprattutto dalle restrizioni introdotte recentemente nel sistema previdenziale italiano”. L’Inps mette in evidenza anche “uno scostamento, in crescita negli anni, tra gli importi delle pensioni vigenti e quelle liquidate (-148 euro mensili per le pensioni di anzianità dei maschi), a dimostrazione di un tendenziale e preoccupante calo del valore medio delle pensioni”. Le prestazioni pensionistiche assistenziali vigenti nel 2025 sono state “2.435.704 indennità di accompagnamento e 1.067.436 prestazioni di invalidità civile”. Per quanto riguarda “le riscossioni da recupero crediti in fase amministrativa da aziende con dipendenti si evince un aumento rispetto al dato registrato nel 2024, passando da 7 miliardi nel 2024 a 9 miliardi nel 2024”. Il dato relativo alla riscossione coattiva (attraverso l’Agenzia delle Entrate) risulta “in linea rispetto all’anno precedente, che si assesta intorno a 3,6 milioni”. Il numero delle ispezioni effettuate dall’Inps è in calo: passa da 9.701 del 2024 a 8.311 del 2025. Continua a calare, rispetto alle annualità precedenti, il numero di Durc irregolari (14,3% rispetto al 16,2% del 2024). Complessivamente – prosegue l’Inps – “i dati che riguardano la qualità del servizio dell’Istituto nazionale relativamente ai tempi di attesa per l’erogazione delle principali prestazioni mostrano un andamento tendenzialmente positivo, sia per quanto riguarda le pensioni che gli ammortizzatori sociali”. Rimangono alti e stabili “i tempi medi per le visite di invalidità civile (125 giorni) mentre si riducono ulteriormente i tempi per la gestione della fase amministrativa, giunti a soli 15 giorni. Si registra un’ulteriore riduzione delle giacenti relative al contenzioso amministrativo e giudiziario”. Nel 2025 l’Inps ha visto “un’ulteriore riduzione del proprio personale, arrivando a 24.521 rispetto ai 25.344 dell’anno precedente e ai 26.687 del 2023”.
Aumenta età media pensionamento, donne a 65,4 anni e maschi a 64,1
“Aumenta l’età media di pensionamento passando da 64,4 anni del 2022 ai 65,4 anni del 2025 per le femmine e da 63,7 anni del 2022 ai 64,1 anni del 2025 per i maschi”.
Pensioni di vecchiaia, importi più bassi del 45% per le donne
“Gli importi medi delle pensioni previdenziali vigenti e liquidate evidenziano una rilevante differenza tra i due generi che, nel caso delle pensioni di vecchiaia, raggiunge il 45% in meno per le donne”. Questo quanto emerge dal ‘Rendiconto sociale 2025’ dell’Inps presentato a Roma dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’istituto.
Beneficiari ‘opzione donna’ scendono sotto 3.900
“Per quanto concerne le pensioni anticipate si riduce nettamente il numero dei beneficiari di opzione donna: a 3.860 nel 2025 rispetto alle 26.427 del 2022”. In calo anche “le quote: da ultimo ‘Quota 103’ con il ricalcolo contributivo che passano dalle 112.982 del 2021 alle 5.643 del 2025”. “Crescono i trattamenti di Ape sociale mentre diminuiscono i trattamenti a favore dei lavoratori precoci – si osserva – mentre i lavori usuranti restano costanti”.
Accolte oltre 723mila domande assegno inclusione nel 2025
“Nel corso del 2025 sono state accolte 723.778 domande di assegno di inclusione, in calo rispetto all’anno precedente, e 119.476 domande di sostegno per la formazione ed il lavoro”. Si tratta di “dati complessivamente inferiori al numero di prestazioni per reddito e pensione di cittadinanza erogati nel 2022, pari a 1.039.700”.
