Ore ed ore sotto al sole a macinare chilometri in sella a una bicicletta per 3 euro a consegna. Nessuna tutela in caso di incidente, nessun rimborso in caso di furto o aggressione, nessun termine di fine giornata lavorativa. E’ la vita di chi ogni giorno ci porta i pacchi a casa, che ci riempie le tavole la sera a cena con gli amici. E’ la dura vita del rider che nonostante gli interventi legislativi e le ordinanze regionali continua a essere sfruttato. Una condizione impossibile da sostenere soprattutto nei giorni in cui il caldo si fa torrido. E’ quello che succede a Roma, nonostante un’ordinanza regionale che vieta il lavoro dalle 12:30 alle 16:00 nelle giornate in cui il rischio climatico è classificato come “alto”. “Il problema – spiega Roberta Turi, segretaria nazionale della Nidil-Cgil – è che queste persone sono per lo più autonomi, a partita Iva. Guadagnano in base alle consegne che fanno, una sorta di cottimo. Fermarsi per loro significa non guadagnare, non portare il pane a casa. Per questo noi chiediamo da tempo degli ammortizzatori sociali. Non vogliamo che la sicurezza sul lavoro venga pagata dai lavoratori”. Il tempo di lavoro non è definito: si può, se si vuole, anche lavorare 24 ore al giorno. “Dipende da te – spiega Assouf, venti anni, pachistano da un anno in Italia – c’è una applicazione e si risponde su quella. Si può rifiutare, certo, ma poi non ti chiamano più”. “Io ho 68 anni – racconta invece Amir, indiano- sono vecchio e nessuno mi dà lavoro. Questa per me è l’unica cosa che posso fare, ma con il caldo diventa tutto più difficile. Se ci pagassero di più le ore di lavoro al caldo, sarebbe già una cosa buona”. E infatti il problema è proprio questo: fermarsi significa scegliere tra il mangiare e non mangiare e tutti ovviamente vogliono mangiare. “C’è un’ordinanza – aggiunge ancora Turi – ma non viene rispettata perché mancano i controlli”. “Ci sono aspetti che riguardano le regioni – specifica invece il ministro della Salute, Orazio Schillaci – i controlli spettano a loro ma certo la salute dei lavoratori è a cuore di tutti, anche del governo”.
