Il Consiglio dell’Ue ha adottato formalmente due regolamenti che attuano gli impegni tariffari stabiliti nella Dichiarazione congiunta Ue-Usa del 21 agosto 2025. Ne ha dato notizia lo stesso consiglio in una nota, sostenendo che “l’adozione completa l’iter legislativo e conferma l’impegno dell’Ue a favore di una relazione commerciale transatlantica stabile, prevedibile e reciprocamente vantaggiosa, preservando al contempo le necessarie garanzie per la tutela degli interessi economici europei”. “Siamo impegnati a sostenere un partenariato transatlantico forte e aperto con il nostro storico alleato, ma l’apertura deve andare di pari passo con la salvaguardia dei nostri interessi. Queste misure raggiungono entrambi gli obiettivi, sostenendo flussi commerciali stabili e prevedibili con gli Stati Uniti e garantendo al contempo che l’Ue possa reagire rapidamente e in modo proporzionato qualora l’accordo non venga rispettato o i suoi interessi siano a rischio. Stiamo inviando un segnale forte: l’Europa è aperta al mondo, ma anche determinata a proteggere le proprie imprese e i propri lavoratori”, ha affermato Michael Damianos, ministro dell’energia, del commercio e dell’industria della Repubblica di Cipro, Paese che detiene la presidenza di turno dell’Ue. I due regolamenti eliminano i restanti dazi doganali dell’Ue sui prodotti industriali statunitensi, introducono un accesso preferenziale per alcuni prodotti ittici e agricoli non sensibili statunitensi attraverso quote tariffarie e tariffe ridotte, ed estendono la sospensione dei dazi sulle importazioni di aragoste, comprese quelle lavorate (da tutti i Paesi sulla base del principio della nazione più favorita). I regolamenti contengono inoltre meccanismi di salvaguardia e di sospensione rafforzati. In particolare, prevedono un meccanismo di salvaguardia specifico che consente alla Commissione di agire tempestivamente in caso di significativi aumenti delle importazioni che causino o minaccino di causare gravi danni agli operatori dell’Ue, e rafforzano la capacità dell’Ue di sospendere le preferenze tariffarie qualora gli Stati Uniti non rispettino i propri impegni, compromettano gli obiettivi della Dichiarazione congiunta o perturbino in altro modo le relazioni commerciali equilibrate, anche attraverso misure discriminatorie.
