Continua a crescere il numero delle adesioni all’appello che propone la nascita di una lista civica promossa dal movimento nato attorno alla tutela delle ex sale cinematografiche e del Piccolo America, in vista delle prossime elezioni comunali di Roma. Alle sottoscrizioni già raccolte si aggiungono oggi nuove firme provenienti dal mondo del cinema, della cultura, dell’università, dell’urbanistica, dell’associazionismo e dei comitati civici. Tra le personalità che hanno aderito figurano Pupi Avati, Emanuele Crialese, Luisa Ranieri, Marco Risi, Roberto Andò, Susanna Nicchiarelli, Gianni Zanasi, Massimo Wertmüller, Andrea Di Stefano, Tommaso Santambrogio, Valentina Carnelutti, Jacopo Quadri, Giordano Meacci, Riccardo Sinigallia, Rita Rognoni, Greta De Lazzaris, Alessandro Signorini, Lucia Lisena e Mattia Croccia. Si uniscono inoltre all’appello rappresentanti del mondo accademico, dell’impegno civico e dell’associazionismo romano: Maurizio Morandi, professore ordinario di Urbanistica; Silvano Curcio del Comitato 100 docenti delle Università di Roma; Micol Meghnagi, esponente del movimento pro Palestina; Albertina Ronci; Lorenzo Terranera dell’Officina B5 di via Bertani; Roberto Tomassi dell’associazione Residenti Campo Marzio; Catello Masulo del Comitato SOS Sale cinematografiche; Gianluigi Papa, imprenditore e operatore culturale del Big Star di Trastevere. “Le nuove adesioni si aggiungono a quelle già annunciate nei giorni scorsi – dichiara Valerio Giuseppe Carocci -, confermando un sostegno sempre più ampio a un progetto che mette al centro la difesa degli spazi culturali, l’interesse pubblico, il contrasto alla speculazione immobiliare, il fermo della gentrificazione attraverso la regolamentazione degli affitti brevi e una diversa idea di sviluppo urbano per Roma, oltre a un nuovo modello di sviluppo economico per la sua notte. Una Roma che torna a essere abitata prima che consumata. Una città in cui il valore degli immobili non prevalga sul valore delle relazioni umane; dove le case restino prioritariamente case per chi vive la città, gli spazi culturali producano prima comunità e non solo rendita, e la politica torni a governare lo sviluppo urbano nell’interesse collettivo e non dei privati, come avvenuto sull’ex Cinema Metropolitan”. L’appello resta aperto a cittadini, associazioni, realtà culturali e personalità che intendano contribuire alla costruzione di una proposta civica per il futuro della Capitale.
Carocci ‘appello per incontro con Gualtieri’
“In qualità esclusiva di Presidente della Fondazione Piccolo America mi rivolgo ai singoli cittadini, ai comitati formali e spontanei, ai partiti politici, ai loro singoli membri, alle personalità, alle associazioni e alle imprese del mondo della cultura e dell’imprenditoria, chiedendo unicamente la vostra firma per difendere la libertà di espressione e chiedere che l’amministrazione comunale di Roma, di oggi e di domani: chiarisca definitivamente sui fatti di martedì; si impegni affinché non vengano mai più dati segnali analoghi; e chiarisca la propria linea riguardo la tutela della destinazione d’uso delle ex sale cinematografiche”. E’ quanto si legge in una nota di Valerio Giuseppe Carocci, Presidente Fondazione Piccolo America. Questo è il comunicato che Fondazione Piccolo America chiede di sottoscrivere pubblicamente: “Chiediamo al Sindaco Roberto Gualtieri di incontrare Valerio Carocci, in qualità di Presidente della Fondazione Piccolo America e organizzatore de ‘Il Cinema in Piazza’, evento tuttora in corso in città, al fine di chiarire quanto avvenuto martedì notte in merito ad alcuni messaggi che potrebbero aver fatto sentire la Fondazione Piccolo America nell’impossibilità di manifestare la propria libertà di pensiero, e di sciogliere ogni dubbio riguardo la posizione dell’amministrazione comunale sulla tutela della destinazione d’uso delle ex sale cinematografiche”. “Speriamo di poter riscontrare il sostegno di tutti voi, anche di coloro che in questi anni non hanno condiviso, o hanno condiviso solo in parte, le scelte e le iniziative mie o del Piccolo America. Perché, e ci sembra paradossale doverlo persino scrivere, non possiamo che convenire tutti su un principio fondamentale della nostra Costituzione: ‘Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’ (art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana)”, conclude la nota.
