Economia e Lavoro

Istat: consumi deboli, cresce la spesa ma non la quantità acquistata

A maggio si è registrato un aumento delle vendite al dettaglio, sia in valore (+ 0,2%) che in volume (+ 0,1%) rispetto ad aprile. Lo rende noto l’Istat, che sottolinea anche il dato su base annua, che vede un rialzo del 2,2% delle vendite in valore, ma solo dello 0,4% in volume. Una discrepanza, evidente in particolare per quanto concerne i beni alimentari, che si spiega con l’aumento dei prezzi, legato soprattutto all’effetto della guerra in Iran.

“Il Paese resta fermo”, commenta l’Unione Nazionale Consumatori, dando risalto ai dati relativi alle vendite proprio degli alimentari, che in valore “svettano del 2% ma solo per colpa dell’inflazione, mentre in volume calano dello 0,4%”. Insomma, chiude l’Unc, “gli italiani continuano a pagare di più per poter mangiare, ma mangiano meno”. Parere simile a quello del Codacons, secondo cui la guerra in Medio Oriente “ha portato ad un sensibile incremento dei listini per una moltitudine di prodotti”, portando le famiglie italiane “a spendere di più per un carrello sempre più vuoto”.

Il quadro economico “continua a essere caratterizzato da un’elevata incertezza”, afferma Federdistribuzione, secondo cui però gli imminenti saldi estivi “possono rappresentare un’importante leva” per sostenere la propensione agli acquisti delle famiglie e “imprimere un impulso alla ripresa della domanda interna”. Migliore la valutazione da parte di Confcom, secondo cui l’economia italiana “continua ad essere attraversata da innegabili spunti di vivacità”, per quanto ci sia da segnalare la situazione di difficoltà dei piccoli negozi “in perdurante crisi, soprattutto quelli che operano nel segmento degli alimentari”.

Di “modesta ripresa” parla invece Confesercenti, che auspica l’arrivo di “una boccata d’ossigeno” dai saldi in partenza e chiede “interventi sui costi delle imprese e misure di sostegno ai consumi”. In particolare, sempre in relazione alla crisi dei piccoli negozi, dal riequilibrio “delle condizioni fiscali e di mercato tra piattaforme digitali e commercio fisico”.

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