Roma Capitale

Roma: continua caccia a presunto killer Casalotti, ipotesi fuga su bici elettrica

Continua la caccia al presunto killer di Casolotti. Hossain Shahadat, il cittadino bengalese di 43 anni sospettato di essere il killer che la sera di venerdì 26 giugno, avrebbe massacrato una famiglia in un appartamento di via Montiglio, a Casalotti. Dopo il triplice omicidio, secondo quanto apprende LaPresse, sarebbe fuggito in sella ad una bicicletta elettrica. Da quel momento dell’uomo si sono perse le tracce. Le forze dell’ordine hanno esteso le ricerche su tutto il territorio nazionale, attivando anche i controlli ai valichi di frontiera e coinvolgendo le autorità competenti per scongiurare un’eventuale fuga all’estero. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni possibile pista, senza escludere alcuna ipotesi, compresa quella che il ricercato possa essersi tolto la vita dopo la strage. Nelle ultime ore l’attenzione degli inquirenti si è concentrata nell’area di Selva Candida, dove sarebbero emersi elementi ritenuti meritevoli di approfondimento. Polizia e carabinieri stanno perlustrando ininterrottamente la zona, affiancati da unità specializzate, mentre proseguono le verifiche anche nei quartieri limitrofi della periferia nord-ovest della Capitale. Secondo quanto ricostruito finora, Shahadat, residente ufficialmente in provincia di Frosinone, avrebbe aggredito le vittime utilizzando una mannaia, successivamente recuperata e sequestrata dagli investigatori. Tra le ipotesi investigative che stanno prendendo corpo vi è quella di un movente di natura economica. Gli inquirenti ritengono infatti che alla base della strage possano esserci contrasti legati a questioni di denaro, anche se ogni elemento è ancora al vaglio e dovrà essere confermato dagli accertamenti in corso. Nell’appartamento di via Montiglio hanno perso la vita Kamal Uddin, 40 anni, la moglie Hosne Jahan Momotaj, 38 anni, e la loro figlia Islam Arowa, di appena 8 anni. Nell’assalto è rimasto gravemente ferito anche il figlio diciottenne della coppia, unico superstite della famiglia, che dopo il ricovero in ospedale è stato dichiarato fuori pericolo. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Roma con il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi delle indagini e sugli elementi che hanno indirizzato le ricerche verso Selva Candida. Parallelamente sono stati controllati casolari abbandonati tra Casalotti, Boccea e Primavalle, effettuate verifiche anche nel Frusinate e lungo il corso del Tevere, nella speranza di individuare qualsiasi indizio utile a rintracciare il quarantatreenne.

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