“Abbiamo spiegato – o almeno tentato di spiegare e di giustificare – i tti che ci vengono addebitati, che sono molto pochi e concisi rispetto ai fatti di imputazione di altri contenuti nel fascicolo. Confidiamo nella giustizia e nell’esito finale di un procedimento sicuramente complesso e difficile”. Lo dice a LaPresse l’avvocato Domenico Di Tullio, difensore di Vincenzo Di Pasquale, uno dei due ex 007 indagato dalla procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta per presunto spionaggio e oggi interrogato in Procura. Secondo l’accusa, Di Pasquale insieme a Gavino Raoul Piras si sarebbe introdotto nei sistemi informatici e nelle banche dati dei carabinieri e degli organismi di informazione e sicurezza italiani con l’obiettivo, ipotizzato dagli inquirenti, di cedere informazioni alla Russia.
