Medicina

Caldo: Pregliasco, attenzione alle bottiglie d’acqua lasciate al sole

“Con il caldo è fondamentale idratarsi, ma è altrettanto importante conservare correttamente l’acqua. Le bottiglie di plastica in PET non dovrebbero essere lasciate per ore al sole, sul cruscotto dell’auto o in altri ambienti dove la temperatura può superare facilmente i 50-60 °C. Il calore e l’irraggiamento solare possono aumentare la migrazione nell’acqua di alcune sostanze presenti nei materiali plastici, come l’antimonio, utilizzato come catalizzatore nella produzione del PET, e tracce di acetaldeide, che può alterare il sapore dell’acqua”. Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International, parlando della nuova, intensa e lunga ondata di caldo africano che inizia oggi. “Inoltre, l’invecchiamento della plastica può favorire il rilascio di microplastiche e, in alcuni casi, di additivi impiegati nel processo produttivo. Sebbene i livelli normalmente riscontrati siano generalmente inferiori ai limiti di sicurezza fissati dalle autorità sanitarie, il principio di precauzione suggerisce di evitare esposizioni prolungate al calore. L’acqua va quindi conservata in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce diretta. Una volta aperta la bottiglia, è consigliabile consumarla in tempi brevi. La vera priorità, soprattutto durante le ondate di calore, resta comunque bere con regolarità: una corretta idratazione è essenziale per prevenire disidratazione, colpi di calore e complicanze, in particolare negli anziani, nei bambini e nelle persone più fragili”, conclude Pregliasco.

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