di Antonio Lo Prezzo
Cartellino giallo per 27 Paesi europei della Commissione guidata da Ursula von der Leyen.
Ue: avvia procedura infrazione contro i 27 Paesi su direttiva case green
La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando lettere di messa in mora a tutti i 27 Stati membri dell’Ue per non aver recepito integralmente nel diritto nazionale le disposizioni della direttiva rifusa sulla prestazione energetica nell’edilizia (UE) 2024/1275 (EPBD), la direttiva case green. La direttiva è stata adottata nel 2024 e gli Stati membri dovevano notificarne il recepimento entro il 29 maggio 2026, ad eccezione dell’articolo 17(15) relativo al divieto di incentivi finanziari per l’installazione di caldaie a combustibili fossili, che doveva essere recepito prima, entro il 1° gennaio 2025. Gli edifici rappresentano il singolo maggiore consumatore di energia in Europa. Il recepimento e l’attuazione della direttiva EPBD sono fondamentali per incrementare l’attuale bassissimo tasso annuo di riqualificazione energetica nell’UE (1%), ridurre le bollette per cittadini e imprese e la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili importati, nonché per raggiungere un patrimonio edilizio a emissioni zero e completamente decarbonizzato entro il 2050. La direttiva rifusa stabilisce nuovi requisiti in materia di standard minimi di prestazione energetica per gli edifici non residenziali e percorsi per la progressiva riqualificazione degli edifici residenziali, le infrastrutture per la mobilità sostenibile e l’energia solare negli edifici. Prevede inoltre l’istituzione di sportelli unici per la consulenza sulla riqualificazione degli edifici e include disposizioni sui finanziamenti pubblici e privati che renderanno la riqualificazione più accessibile e fattibile. La Commissione sta pertanto inviando lettere di messa in mora agli Stati membri interessati. Essi hanno ora due mesi di tempo per rispondere, completare il recepimento e notificare la Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di emettere un parere motivato.
Ue: avvia procedura infrazione contro Italia e 23 Stati su pacchetto Imera
La Commissione europea ha deciso di avviare procedure di infrazione inviando lettere di messa in mora a 24 Stati membri – Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Irlanda, Grecia, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Finlandia e Svezia – per non aver notificato integralmente le misure di recepimento della direttiva Ue 2024/2749. Tale direttiva modifica diverse direttive Ue relative alle procedure di emergenza per la valutazione della conformità dei prodotti, la presunzione di conformità, l’adozione di specifiche comuni e la sorveglianza del mercato in caso di emergenza del mercato interno. La direttiva è stata adottata il 9 ottobre 2024, unitamente al regolamento che istituisce l’Imera, la legge sulla resilienza e l’emergenza del mercato interno, e al regolamento omnibus. Insieme, questi elementi costituiscono il pacchetto ‘Imera’. Si tratta dello strumento di crisi dell’Ue volto a garantire la libera circolazione di beni, servizi e persone essenziali e la disponibilità di forniture critiche in tutta l’Ue durante una crisi. Ad oggi, viene riferito dalla Commissione europea, nessuno dei 24 Stati membri menzionati ha comunicato alla Commissione il recepimento completo, pertanto la Commissione sta inviando lettere di messa in mora agli Stati membri interessati, i quali hanno ora due mesi di tempo per rispondere e comunicare alla Commissione le misure di recepimento complete. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di emettere pareri motivati.
