di Proto Casciani
La Russia starebbe pianificando attacchi in Polonia o nei Paesi Baltici con l’obiettivo di mettere alla prova la coesione della Nato. Quello che è un vero e proprio allarme per l’Alleanza Atlantica è stato lanciato dal presidente lituano Gitanas Nauseda citato dall’agenzia baltica Bns. “Riceviamo segnali di questo tipo dai nostri servizi. Non indicano con precisione un luogo o un momento, perché è semplicemente impossibile stabilirlo: l’altra parte potrebbe essere ancora nella fase di pianificazione e noi disponiamo soltanto di informazioni sui preparativi o sugli obiettivi”, ha riferito. “Posso confermare che siamo in possesso di queste informazioni. Si parla di operazioni cinetiche: non di vasta portata, ma di azioni mirate che, con ogni probabilità, potrebbero essere dirette contro infrastrutture critiche”, ha aggiunto. Da registrare poi, a stretto giro di posta la reazione di Mosca.
Cremlino, accuse su piano attacchi russi ai Baltici è allarmismo
Il Cremlino bolla come allarmistiche le affermazioni del presidente lituano su presunti piani russi di attacchi alle infrastrutture dei Paesi baltici. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. “Si tratta proprio dell’ennesima campagna allarmistica volta a proseguire il lavaggio del cervello della popolazione e a prepararla a un’ulteriore militarizzazione”, ha dichiarato Peskov, citato da Interfax. Secondo Peskov, l’obiettivo sarebbe quello di “creare l’immagine di un nemico dall’altra parte, in questo caso la Russia, e con questo pretesto, come si suol dire, continuare a far arrivare nei Paesi baltici infrastrutture militari della Nato in tutte le loro forme”.
Cavo Dragone, chi nega minaccia russa disinforma e tradisce opinione pubblica
Da registrare poi la presa di posizione dell’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato militare dell’Alleanza AAtlantica: “Alcuni fantasisti recentemente hanno avuto il coraggio di dire che la Russia non è una minaccia, né oggi né mai. Hanno mistificato una dichiarazione”del comandante supremo alleato in Europa della Nato, “il generale Grynkewich. Hanno cercato di disinformare la audience, ma non solo, l’hanno tradita. Non l’hanno resa consapevole di una reale minaccia”, ha aggiunto. Poi Dragone ha parlato anche di difesa del fianco sud: “Il Mediterraneo non è più soltanto e semplicemente il fianco meridionale dell’Alleanza, ma un crocevia strategico che collega Europa, Nord Africa, Levante, Golfo, Mar Rosso e Africa subsahariana. In questo spazio c’è la convergenza di alcune delle principali sfide della sicurezza contemporanea: instabilità regionale, competizione geopolitica, sicurezza energetica e protezione delle infrastrutture e delle rotte strategiche, immigrazione incontrollata, terrorismo”, ha aggiunto.
