“Se creiamo un precedente in Medio Oriente in cui uno Stato nazionale può decidere di controllare una via navigabile internazionale, imporre un pedaggio e, se non lo si paga, far saltare in aria le navi, avremo creato un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo, compresa questa regione”. Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio, riferendosi al controllo dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Rubio ha parlato all’inizio di un incontro annuale nella capitale filippina, Manila, con i suoi omologhi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN). “Siamo al 100% dalla parte dell’Asean”, ha aggiunto il segretario di Stato Usa che ha inoltre incontrato gli altri ministri del partenariato Quad, composto da quattro nazioni (Stati Uniti, Australia, India e Giappone) con i quali ha discusso delle priorità comuni in materia di tecnologia, assistenza umanitaria, risposta alle emergenze, nonché sicurezza marittima e transnazionale. Rubio ha aggiunto in un post sul social X che “il Quad rimane una priorità e ci riuniremo nuovamente nel corso di quest’anno”.
Tajani, Hormuz deve tornare libero e aperto, pronti a fare nostra parte
“Hormuz deve tornare a essere uno Stretto libero e aperto, navigabile senza alcun pedaggio. È un principio irrinunciabile per il nostro Paese, per la sicurezza della nostra economia e delle catene di approvvigionamento”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all’8 luglio davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. “Come abbiamo già avuto modo di riferire di fronte a queste Commissioni, l’Italia è pronta a fare la propria parte a Hormuz nell’ambito delle iniziative multilaterali che verranno eventualmente lanciate”, ha ribadito Tajani.
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