Economia e Lavoro

Piano Casa: Ance, è un primo passo ma servono più risorse

“Il Piano casa ha di buono il fatto che il tema dell’abitare sia tornato al centro degli interessi del Paese. Il problema chiaramente sono le risorse, specie per l’edilizia residenziale pubblica”. Così il nuovo presidente dell’Ance, Antonio Ciucci, in un’intervista a ‘primapaginanews.it’, parla del Piano casa ritenendolo “un primo passo” che avrebbe bisogno di qualcosa di più dal punto di vista finanziario.

Nell’intervista si spazia toccando molti temi attuali, come la difficile situazione internazionale, i costi dell’energia, il Pnrr, il Codice appalti, e la rigenerazione urbana. Per quanto riguarda il Piano Casa quindi – prosegue Ciucci – “servirebbero più di 650mila abitazioni per colmare un divario storico, accumulato in tanti anni, che vede l’Italia ormai fanalino di coda in Europa per disponibilità di case pubbliche. Il Piano mette a disposizione dell’edilizia residenziale pubblica 970 milioni di euro, destinati a rendere agibili circa 60mila appartamenti. È un primo passo, confermato anche dal commissario Squitieri nel nostro proficuo incontro. Tuttavia per arrivare da 60mila a 650mila alloggi servirà uno sforzo in più, magari anche coinvolgendo i fondi europei”.

Il contesto geopolitico e il tema energetico tiene banco. “Stiamo monitorando la situazione, anche il governo lo sta facendo – osserva ancora Ciucci – se questi rincari dovessero continuare ma, soprattutto, se ci dovesse essere un rimbalzo sul costo energetico che si porterebbe dietro tutti i successivi aumenti, dovremmo pensare a un’altra misura straordinaria perché la revisione automatica dei prezzi che nel frattempo abbiamo costruito con il Mit, con cui abbiamo fatto un ottimo lavoro, è pensata per periodi d’inflazione ordinaria e non intercetta aumenti così repentini. Se i prezzi continuano a salire, serviranno misure straordinarie immediate”.  “Per fronteggiare la combinazione rincaro materiali-ritardo nei pagamenti dei compensi previsti dal decreto Aiuti – fa presente Ciucci – abbiamo chiesto la sospensione del recupero delle anticipazioni contrattuali per tutto il 2026. Sarebbe una misura di respiro finanziario temporanea ma fondamentale per permettere alle aziende di completare le opere del Pnrr senza rischiare il blocco dei cantieri”. “I dati dimostrano che il Pnrr ha permesso all’Italia di accelerare la spesa, mentre sui tradizionali fondi strutturali Ue siamo storicamente fermi a medie attorno al 30% – dice – la cabina di regia centrale del Pnrr ha agevolato il lavoro di enti attuatori e i piccoli Comuni: estendere questo metodo di monitoraggio anche agli altri fondi europei è l’unico modo per non disperdere le risorse e mantenere elevata la quota di investimenti pubblici. Finalmente gli investimenti, soprattutto quelli pubblici, in questo Paese sono arrivati a livello europeo, auspichiamo di non arretrare da questo punto di vista”. Il capitolo dedicato al nuovo Codice degli Appalti. “Ha sicuramente avuto un impatto positivo – rileva Ciucci – ma per una piena applicazione le amministrazioni devono fare ancora passi in avanti dal punto di vista delle competenze, della capacità di gestione delle procedure, e questo passa anche attraverso la digitalizzazione. C’è ancora della strada da fare, ma sicuramente il Codice ha tracciato una rotta”.

Poi il tema dell’urbanistica e della rigenerazione edilizia. “Creare una cabina di regia nazionale per la rigenerazione urbana e il fabbisogno abitativo – conclude Ciucci – permetterebbe di applicare metodi di lavoro certi e tempi rapidi per dare risposte adeguate. Non è un tema importante solo per le imprese di costruzione ma per le famiglie”.

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