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Campidoglio, per l’alleanza con il Pd e Zingaretti candidato, il M5S vuole la candidatura alla Presidenza della Regione

Foto IPP/Gioia Botteghi Roma 01/11/2020 Trasmissione Mezz'ora in più nella foto Nicola Zingaretti presidente regione Nicola Zingaretti presidente regione lazio e segretario del Partito Democratico - PD - Italy Photo Press - World Copyright

Non solo il sostegno a Roberto Fico come eventuale candidato sindaco a Napoli ma anche la garanzia di esprimere il nome del concorrente della coalizione ‘pentadem’ alla presidenza della Regione Lazio. È l’ulteriore proposta, secondo quanto apprende l’agenzia Dire, che le alte sfere nazionali del Movimento 5 Stelle avrebbero recapitato nelle ultime ore a Francesco Boccia, responsabile per conto del segretario Pd Enrico Letta della partita nazionale sulle prossime amministrative, per arrivare alla chiusura dell’accordo che permetterebbe a Nicola Zingaretti di candidarsi come sindaco di Roma.
Una mossa che, prendendo in prestito il linguaggio del poker, sembra avere le fattezze del rilancio che l’avversario non può venire a vedere. Già, perché se da una parte il Pd è l’alleato che il 5 Stelle non vuole perdere nelle prossime amministrative nazionali, dall’altra un pezzo non trascurabile del Movimento ritiene che, soprattutto nelle elezioni capitoline, questo matrimonio sia insostenibile.
Infatti, non solo la ricandidatura di Virginia Raggi è benedetta da Beppe Grillo ma il nome della sindaca uscente viene ritenuto da molti l’ultima possibilità per tenere dentro la componente ortodossa e originaria della creatura politica nata dal Vaffaday. Senza contare che sarebbe praticamente impossibile per i portavoce stellati in giunta regionale e in Consiglio alla Pisana restare in alleanza con centrosinistra e nei ruoli esecutivi che ricoprono mentre il presidente di Regione che sostengono sfida la “loro” candidata, in quanto espressione del Movimento 5 Stelle al di là dei giudizi di merito.
Raggi sarebbe molto irritata dalle manovre “ridimensionanti” che Conte, Crimi e Di Maio starebbero portando avanti col PD ai suoi danni e, secondo alcuni rumors, starebbe preparando un dossier “anti-Zingaretti” da utilizzare in campagna elettorale se il governatore decidesse di correre per il Campidoglio. Le prossime 24 ore saranno quelle decisive. Domani sera il centrosinistra si riunirà al tavolo per discutere le regole per le primarie che si svolgeranno il 20 giugno. Una riunione che si sarebbe dovuta tenere ieri ma che è stata prorogata di 48 ore proprio per dare modo ai “trattativisti” di esplorare fino in fondo tutte le strade che portano alla candidatura di Zingaretti. Altrimenti si faranno le primarie, dove correranno Roberto Gualtieri (che a quel punto si troverebbe nella posizione di potere “dare le carte” e aspettarsi da Letta e Zingaretti un impegno in prima linea), Monica Cirinnà (sostenuta da Liberare Roma e dai mondi associativi del femminismo, dei diritti sociali e dell’ambientalismo), Giovanni Caudo, Paolo Ciani e Tobia Zevi.
DIRE

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