Economia e Lavoro

Commercio estero: Istat, +9,8% export a giugno su anno, +13,2% import

Italy flag containers are located at the container terminal. Italy export or import concept, 3d rendering.

di Proto Casciani

A giugno 2026 l’export cresce su base annua del 9,8% in valore e del 5,1% in volume. La crescita tendenziale delle esportazioni in termini monetari è più sostenuta per i mercati Ue (+15,1%) rispetto a quelli extra Ue (+4,1%). L’import registra una crescita tendenziale del 13,2% in valore, più intensa per l’area extra Ue (+18,7%) rispetto a quella Ue (+9,1%); in volume, le importazioni aumentano del 2,8%. Lo stima l’Istat. A esclusione dei mobili (-2,2%), la crescita tendenziale dell’export riguarda tutti i settori; quelli che più contribuiscono alla crescita sono metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+25,8%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+45,1%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+13,3%) e autoveicoli (+17,0%). Su base annua, la Germania (+22,9%) è il paese che fornisce il contributo positivo maggiore all’export nazionale; seguono Francia (+6,8%), Paesi Bassi (+22,4%), Svizzera (+10,5%) e Spagna (+9,4%). L’apporto negativo maggiore, invece, deriva dalle minori esportazioni verso il Regno Unito (-8,5%).

Surplus bilancia commerciale cala a 4,232 mld a giugno

Il saldo commerciale a giugno 2026 è pari a +4.232 milioni di euro (era +5.384 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-5.002 milioni) è superiore rispetto a un anno prima (-3.922 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici si attesta a +9.234 milioni, da +9.306 milioni di giugno 2025.

+4,5% export in I semestre su anno

 

Nel primo semestre 2026, l’export registra una crescita tendenziale del 4,5%, spiegata soprattutto dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+28,9%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+23,3%) e autoveicoli (+8,3%). “A giugno, la dinamica positiva dell’export è in parte influenzata da vendite a elevato impatto della cantieristica navale: al netto di queste, si stima un aumento congiunturale più contenuto (+0,5%) e una crescita tendenziale relativamente meno sostenuta (+8,7%). Su base annua, la crescita dell’export è estesa a quasi tutti i settori ed è più marcata verso i mercati Ue. Il forte aumento tendenziale dell’export verso la Germania è influenzato da vendite di mezzi di navigazione marittima (al netto di queste, l’aumento è pari a +5,4%).Nel primo semestre 2026, la crescita tendenziale dell’export (+4,5%) è di poco superiore a quella dell’import (+4,3%). L’avanzo commerciale (+24,5 miliardi di euro) è in aumento rispetto al primo semestre 2025 (+22,8 miliardi)”, è il commento dell’Istat ai dati. “La diminuzione su base mensile dei prezzi all’import e il rallentamento della loro crescita su base annua si devono principalmente ai ribassi dei prezzi di alcuni prodotti energetici (petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati). Nel secondo trimestre 2026, rispetto al precedente, i prezzi all’import aumentano del 5,0%”, aggiunge l’istituto di statistica.

-1,3% prezzi import a giugno, +4,9% su anno

Sempre nel mese di giugno 2026 i prezzi all’importazione diminuiscono dell’1,3% su base mensile mentre crescono del 4,9% su base annua (da +6,5% di maggio). Lo stima l’Istat. A giugno 2026 i prezzi all’importazione dei beni di consumo aumentano dello 0,1% su base mensile (invariati per l’Area euro, +0,3% Area non euro); su base annua, flettono dell’1,5% (-2,0% Area euro, -0,8% Area non euro). I prezzi all’importazione dei beni strumentali diminuiscono dello 0,1% rispetto al mese precedente (-0,3% Area euro, +0,1% Area non euro); in termini tendenziali aumentano dello 0,3%, sintesi di dinamiche contrapposte per le due aree, euro (+1,1%) e non euro (-0,7%). I prezzi all’importazione dei beni intermedi crescono dello 0,2% su base mensile (+0,3% Area euro, +0,2% Area non euro) e del 6,7% su base annua (+6,5% Area euro, +6,8% Area non euro). Con riguardo al comparto manifatturiero, gli incrementi tendenziali maggiori riguardano fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+33,9% Area euro, +13,5% Area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+11,4% Area euro, +12,8% Area non euro), fabbricazione di prodotti chimici (+9,5% Area euro, +7,3% Area non euro) e industria del legno, della carta e stampa (+3,4% Area euro, +4,9% Area non euro). Le flessioni tendenziali più ampie si registrano per industrie alimentari, bevande e tabacco (-3,8% Area euro), fabbricazione di mezzi di trasporto (-3,1% Area non euro) e fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-2,1% Area euro, -1,5% Area non euro).

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