Medicina

Tumori: Ascierto, il vaccino contro il melanoma è una rivoluzione per l’oncologia

Birthmark on skin

 

 

di Lorenzo Sorrentino (*)

 

Sono molto promettenti i risultati dello studio clinico di Fase 3 del vaccino a mRna contro il melanoma: somministrato in combinazione con l’immunoterapia, intismeran ha dimostrato di ridurre il rischio di recidive e la formazione di metastasi a distanza. “È l’inizio di una nuova era per l’oncologia, un’ulteriore rivoluzione dopo quella dell’immunoterapia”, dichiara entusiasta a LaPresse Paolo Ascierto, oncologo del Pascale, tra i massimi esperti al mondo di melanoma e coordinatore dello studio per l’Italia. Uno studio che ha visto il nostro Paese in prima linea con quattro centri coinvolti: il Pascale di Napoli, l’Istituto dei tumori di Milano, il Gemelli a Roma e il Centro di Immuno-oncologia di Siena. “L’Italia ha fornito il contributo maggiore allo studio in termini di pazienti: circa 200 su 1.100 complessivi”, fa sapere Ascierto, che è anche membro dello steering committee internazionale della sperimentazione.

A differenza dei vaccini preventivi, quello sviluppato da Moderna e Merck è un vaccino terapeutico, che si somministra cioè solo dopo l’asportazione chirurgica del tumore. E, soprattutto, il farmaco sarà personalizzato per ciascun paziente. “Si preleva un campione del tumore, che viene sequenziato in laboratorio. A quel punto un algoritmo di AI seleziona i 34 neoantigeni più immunogenici, cioè maggiormente capaci di scatenare la risposta immunitaria, che diventeranno la base per il vaccino a Rna messaggero”, spiega l’oncologo. I dati ufficiali della Fase 3 saranno presentati a ottobre, in occasione dell’Esmo, il convegno europeo di oncologia. Intanto, però, sappiamo che gli endpoint, gli obiettivi prefissati, sono stati raggiunti: il trattamento, in combinazione con l’immunoterapia, ha dimostrato di poter impedire la ricomparsa del cancro e la formazione di metastasi in altri organi.

Un risultato molto significativo perché “la Distant metastasis-free survival (la sopravvivenza libera da metastasi a distanza, ndr) è un endpoint molto vicino alla sopravvivenza, che è il parametro più importante in oncologia”, chiarisce Ascierto. In Italia i pazienti affetti da melanoma candidabili al vaccino saranno circa tremila. Ma se si parla di rivoluzione per l’oncologia tutta e non per il solo tumore della pelle, è perché il meccanismo può essere traslato su altre neoplasie: “In questo momento – conclude Ascierto – sono già in corso sperimentazioni sui tumori del polmone, del rene, della vescica e del pancreas”.

(*) La Presse

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