La guerra di Putin

Un influente deputato della Rada di Kiev prende posizione  dell’ “ignorato” partito della pace in Ucraina

 

Un articolo del 22-23 agosto pubblicato dalla testata ucraina Strana.ua -ripreso e rilanciato da diversi media ucraini – riporta le recenti dichiarazioni pubbliche di Danylo Hetmantsev, influente deputato e presidente della Commissione Finanze, Tasse e Politiche Doganali della Verkhovna Rada (nella foto il parlamento ucraino, e appartenente al partito di maggioranza Servitore del Popolo) di Zelensky.

L’articolo analizza una frattura politica nell’opinione pubblica e nelle élite ucraine, sintetizzabile nella contrapposizione tra il “partito della pace” e il “partito della guerra”.

Secondo Hetmantsev il  “partito della guerra” controlla quasi interamente lo spazio informativo e i palinsesti televisivi. Promuove l’idea che un conflitto pluriennale ad oltranza sia inevitabile, alimentando tra i cittadini un senso di rassegnazione e fatalismo.

Mentre “partito della pace” è  quasi invisibile nel dibattito pubblico e sui canali ufficiali, ma rappresenta nei fatti la maggioranza numerica della popolazione ucraina, ma questa opinione pubblica frammentata non fa  sentire la propria voce con la stessa veemenza.

Hetmantsev sottolinea un’asimmetria sociale: chi promuove la continuazione indefinita delle ostilità beneficia spesso (politicamente o economicamente) del conflitto prolungato. Molti dei più accesi sostenitori della linea dura non hanno mai prestato servizio militare effettivo al fronte o vi compaiono solo nominalmente, trascorrendo la maggior parte del tempo negli studi televisivi a spiegare agli altri come combattere.

Nel testo viene riportata la posizione provocatoria del deputato anche se  l’unica vera ragione per cui i cittadini ucraini dovrebbero scendere in piazza in questo momento è manifestare a favore del processo di pace. Questo non per protesta contro il presidente Volodymyr Zelensky (che, secondo Hetmantsev, punta anch’egli all’obiettivo della pace), ma per mostrare alla “partito della guerra” e alle élite belliciste, quanto sia radicato e forte il desiderio di pace nel Paese.

L’articolo di Strana.ua ha fatto discutere perché rompe un tabù informativo interno: per la prima volta un esponente di spicco della maggioranza di governo ammette apertamente la presenza di un forte divario tra la narrazione mediatica della guerra ad oltranza e l’effettivo orientamento di una maggioranza “silenziosa” della popolazione stanca del conflitto.

GiElle

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