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IGraffitididana- Quando la campagna diventa audace

 

di Loredana Vaccarotti

 

La storia dei cerchi nel grano attraversa secoli di immaginario rurale, iniziando con il celebre Mowing Devil del XVII secolo, quando un campo appiattito fu interpretato come intervento soprannaturale. È però nel secondo Novecento che il fenomeno assume una forma riconoscibile: le campagne inglesi, soprattutto il Wiltshire, diventano teatro di figure geometriche sempre più complesse, trasformando semplici anomalie agricole in oggetti culturali capaci di generare dibattiti scientifici, teorie ufologiche e narrazioni mediatiche globali.

Dal punto di vista storiografico, i cerchi nel grano non sono soltanto forme misteriose: sono specchi delle epoche che li osservano. Negli anni Ottanta incarnano l’ansia tecnologica e il desiderio di contatto con l’ignoto; negli anni Duemila diventano performance collettive, tra arte, e simbolismo; oggi sono soprattutto fenomeni virali, immagini che si diffondono in poche ore e che la cultura pop trasforma in linguaggio, meme, racconto. Anche le forme più recenti — compresa quella esplicitamente fallica — mostrano come il fenomeno sia ormai parte di una tradizione contemporanea che mescola ruralità, ironia e immaginazione globale.

Diciamo che la lista è lunga e siamo passati dai cerchi ai falli.

Succede sempre così: l’Umbria si sveglia, la nebbia sale lenta, i campi respirano, le colline si stiracchiano… e poi, all’improvviso, bam, appare un cerchio nel grano a forma di fallo. Non un fallo qualunque: un fallo umbro, quindi robusto, fiero, scolpito con la precisione di chi ha passato la notte a fare geometria agricola con un senso dell’umorismo discutibile.

La cosa più bella? Non ne parla nessuno. Nessun giornale, nessuna tv, nessun comunicato ufficiale. Solo i social, che nel giro di tre ore hanno trasformato il campo in un parco tematico del disagio. C’è chi giura di aver visto luci nel cielo, chi dice che è opera degli alieni, chi sostiene che sia stato un’ artista contemporaneo, e chi — più realista — afferma che è colpa di un trattore che ha avuto una crisi esistenziale.

Sembrerebbe che il contadino proprietario del terreno, intervistato da un ragazzo con un telefono e troppa fiducia nel 5G, ha dichiarato: “Non so chi l’ha fatto, ma se gli alieni devono comunicare, almeno che mandino un messaggio meno… esplicito. Che poi mia moglie mi chiede spiegazioni.” E da quel momento l’Umbria ha smesso di essere una regione: è diventata una sitcom.

Il cerchio è perfetto, simmetrico, quasi accademico. Se fosse un’opera d’arte, la chiamerebbero Fertilità 4.0. Se fosse un monumento, ci metterebbero la targa. Se fosse un simbolo cosmico, gli ufologi starebbero già traducendo. Invece è solo un campo che ha deciso di fare body‑positive.

La forma, inutile girarci intorno, era quella: un fallo agricolo, un obelisco della fertilità, un simbolo che avrebbe fatto arrossire anche un manuale di anatomia. Gli esperti hanno provato a parlare di “compressione del grano dovuta a rotazione meccanica”, ma nessuno li ha ascoltati: quando la natura decide di essere esplicita, la scienza può solo prendere appunti.

La battuta, ovviamente, è arrivata prima delle analisi: “Finalmente un cerchio nel grano che non lascia dubbi sull’intenzione: gli alieni hanno senso dell’umorismo… e pure una certa autostima.”

I cerchi di grano, fanno discutere ufologi, scientologi, esoterici, tuttologi

Nel 1990 ad East Field, Alton Priors  Avvistarono Il pittogramma che sembrava un linguaggio alieno, una geometria così perfetta da far impallidire qualsiasi compasso umano. Se davvero erano extraterrestri, almeno loro hanno capito come si usa il righello, cosa che metà degli studenti italiani ancora ignora.

Barbury Castle, Wroughton – 1991 La figura triangolare che pareva un simbolo cosmologico, un disegno così complesso che gli archeologi hanno iniziato a sudare freddo. Se fosse stato un messaggio, probabilmente diceva “scusate, abbiamo sbagliato uscita dell’iperspazio”.

Milk Hill, Alton Barnes – 1991 La spirale gigantesca, ipnotica, perfetta. Guardarla troppo a lungo dava la sensazione di essere risucchiati dentro. L’unico vortice inglese che non ha causato ritardi ai treni.

Windmill Hill, Avebury – 1996 Il sistema planetario stilizzato, un campo trasformato in planetario improvvisato. Gli astronomi hanno dichiarato che era il sistema solare più ordinato mai visto, quindi sicuramente non era il nostro

Stonehenge, Amesbury – 1996 Il cerchio geometrico apparso vicino al monumento neolitico. Gli antichi druidi, se potessero vederlo, direbbero “ecco, già ai nostri tempi c’era chi copiava”.

Great Shelford, Cambridge – 2001 Il mandala perfetto, un fiore geometrico che sembrava disegnato da un monaco zen con il GPS.  È l’unico fiore inglese che non ha bisogno di pioggia ogni tre ore.

Chilbolton Radio Telescope, Stockbridge – 2001 Il “volto alieno” e il messaggio binario. Se era davvero un contatto extraterrestre, hanno scelto il campo di grano perché la PEC non funzionava.

Crooked Soley, Hungerford – 2002 La doppia elica di DNA, un disegno così complesso che i biologi hanno iniziato a sentirsi presi in giro. È l’unico DNA che non ha problemi di mutazioni, a differenza del nostro ogni lunedì mattina.

Crab Wood, Winchester – 2002 Il secondo volto alieno, accompagnato da un disco pieno di codici. Se era un autoritratto, gli alieni hanno un ego più grande del nostro, e già questo è un risultato scientifico.

Oliver’s Castle, Wiltshire – 1996 Il cerchio reso celebre dal video delle “sfere luminose”. Quelle sfere sembravano droni, ma almeno loro non consegnavano pacchi in ritardo.

Alla fine di questa settimana di cerchi nel grano, apparizioni mistiche, contadini sull’orlo di una crisi di nervi e un agroglifo a forma di fallo che ha mandato in terapia mezza provincia, Dana tira le somme: la natura non sta comunicando, sta trollando. E lo fa pure bene.

Gli ufologi parlano di messaggi cosmici, ma se davvero gli alieni volevano dirci qualcosa, hanno scelto il modo più chiaro possibile: un gigantesco fallo agricolo. È il loro modo di dire “non prendetevi troppo sul serio”. E noi, ovviamente, ci siamo presi malissimo.

Il contadino del campo, dopo tre giorni di interviste, ha dichiarato che se gli extraterrestri devono continuare a lasciare segni, almeno che lascino anche un bonifico. Gli scettici sostengono che sia opera di burloni, ma nessuno ha mai visto burloni così motivati da alzarsi alle quattro del mattino per disegnare anatomie giganti. Gli spiritualisti parlano di energia cosmica, ma l’unica energia che si è sprigionata è quella dei meme.

Dana osserva tutto, prende appunti, sospira e conclude con la cattiveria che merita la situazione: “Se il prossimo cerchio nel grano appare a forma di cervello, forse è un invito a usarlo.”

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