Economia e Lavoro

Turismo: cresce credito a imprese (+7%) ma rischiosità resta elevata (4,5%)

 

“Nei primi mesi del 2026 il turismo italiano ha consolidato il proprio trend di crescita in termini di arrivi, sia per quanto riguarda la domanda interna che la presenza internazionale, confermando l’Italia tra le destinazioni più attrattive d’Europa. La crescita del comparto è confermata anche dall’andamento delle erogazioni creditizie. Infatti, nel periodo che va da aprile 2025 a marzo 2026, gli importi dei finanziamenti concessi alle Società di Capitali del Turismo sono cresciuti di circa il 7% rispetto all’anno precedente. Parallelamente, però, il settore continua a mostrare un profilo di rischio elevato. A fine 2025, il tasso di default delle Società di Capitali del Turismo si è infatti attestato al 4,5%, rimanendo sostanzialmente invariato rispetto al 4,6% registrato un anno prima ma ben superiore al dato nazionale (3,3%). Anche l’analisi dei pagamenti commerciali evidenzia un profilo di rischio superiore delle imprese del comparto turistico rispetto alla media nazionale”. Sono alcune delle evidenze dell’Osservatorio CRIF sulle Imprese di CRIF che ha dedicato un focus al Turismo, settore molto importante per l’economia italiana e che comprende ristorazione, bar, strutture alberghiere e agenzie di viaggio. “L’analisi del settore turistico restituisce una duplice fotografia. Da un lato emerge un comparto dinamico, che vede una domanda ancora in crescita e un incremento del credito erogato; dall’altro persistono elementi di fragilità sotto il profilo del rischio creditizio e commerciale, che continuano a mantenersi su livelli superiori alla media nazionale. Nonostante l’andamento favorevole registrato nei primi mesi del 2026, permangono le criticità strutturali del settore. A ciò si aggiunge un contesto internazionale caratterizzato da elevata incertezza e crescenti tensioni geopolitiche, fattori che stanno assumendo un peso sempre più rilevante nelle valutazioni del rischio di credito delle imprese. Guardando ai prossimi mesi, le previsioni indicano un ulteriore incremento dei tassi di default del comparto turistico entro fine anno, seppur con una crescita attesa più contenuta rispetto a quella prevista per il complesso delle imprese italiane”, commenta Luca D’Amico, CEO di CRIF Ratings. Le analisi condotte da CRIF sul patrimonio informativo del Sistema di Informazioni Creditizie EURISC evidenziano che, nel periodo compreso tra aprile 2025 e marzo 2026, gli importi dei finanziamenti erogati alle Società di Capitali del settore turistico sono aumentati di circa il 7% rispetto ai 12 mesi precedenti, registrando una crescita sostanzialmente in linea con quella rilevata sul totale delle società di capitali italiane. L’andamento delle erogazioni conferma il momento favorevole attraversato dal comparto, le cui prospettive di ulteriore crescita nel corso del 2026 potrebbero continuare a sostenere la domanda di credito da parte delle imprese del settore. A fine 2025 il settore turistico ha registrato un tasso di default delle società di capitali pari al 4,5%, valore sostanzialmente in linea con i dodici mesi precedenti. Nonostante questa stabilità, il comparto continua a collocarsi tra i più rischiosi a livello nazionale, con livelli di default superiori alla media delle Società di Capitali italiane, pari al 3,3%. L’analisi del rischio creditizio dei micro-settori evidenzia ancora una volta un panorama eterogeneo. In particolare, i servizi di ristorazione continuano a presentare il tasso di default più elevato del comparto turistico, attestandosi al 5,6% a fine 2025. Diversamente dagli altri micro-settori, la ristorazione ha evidenziato un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente (-0,2 p.p.), mentre gli altri segmenti del comparto hanno seguito il trend di lieve crescita osservato a livello nazionale.

Il settore turistico italiano comprende circa 417mila imprese, distribuite tra servizi di ristorazione (circa 324mila aziende), servizi di alloggio (circa 76mila) e agenzie di viaggio (circa 17mila). La composizione del comparto evidenzia una prevalenza di Ditte Individuali (44%), seguite da Società di Capitali (33%) e da Società di Persone (22%). La distribuzione geografica evidenzia una forte presenza nel Mezzogiorno e nelle Isole, che concentrano il 36% delle imprese del settore. Tra le regioni, la Lombardia si conferma quella con la maggiore concentrazione di imprese del comparto (13%), seguita da Lazio (11,5%) e Campania (10,3%).

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