“In trappola si sentono loro, con ogni evidenza”. Così il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia commenta, in una intervista a ‘la Repubblica’, l’ipotesi di introdurre il ballottaggio nella nuova legge elettorale.
“Il governo non riesce a cambiare la vita degli italiani e si affanna a modificare, in base alle proprie convenienze, le regole con cui gli italiani sceglieranno di non riportarli a Palazzo Chigi. Continuano ad adeguare la riforma elettorale ai sondaggi: è la misura della loro disperazione”, attacca Boccia.
Il capogruppo dem esclude che, senza ballottaggio, il centrodestra possa beneficiare del cosiddetto voto utile per recuperare gli elettori orientati verso Roberto Vannacci. “Questi quattro anni di esecutivo Meloni hanno già dimostrato quanto sia utile votare per loro: non hanno fatto nulla. Hanno solo incattivito il Paese e aumentato il conflitto sociale”. E aggiunge: “L’unico vero prodotto del loro lavoro è l’exploit di Roberto Vannacci. L’hanno creato loro, e ironia della sorte, ora lui li accompagna alla sconfitta”.
Boccia replica anche a Marcello Pera, che ha ricordato come il doppio turno sia stato storicamente sostenuto dal centrosinistra. “Mi dispiace che la vicinanza a Fratelli d’Italia abbia compromesso l’onestà intellettuale che il presidente Pera ha sempre avuto”, afferma. “In trent’anni di riforme proposte dalla nostra parte politica, mai il ballottaggio è stato suggerito senza un superamento del bicameralismo perfetto”.
Quanto alla posizione di Stefano Ceccanti, giurista ed ex deputato Pd, favorevole al doppio turno, Boccia distingue: “Essere a favore del doppio turno dentro una riforma costituzionale organica è legittimo, essere a favore dell’emendamento Pera significa fare una sponda al peggior trasformismo di Giorgia Meloni”.
Nel mirino del capogruppo dem anche le modifiche sulle preferenze approvate in commissione Affari costituzionali. “Una doppia farsa”, le definisce Boccia. “La prima perché sanno già che il testo arriverà in Aula senza mandato al relatore. Vuol dire che le modifiche della commissione saranno nulle”. E poi: “Sono preferenze farlocche: ci sono i capilista bloccati. E gli elettori al massimo potranno mettere tre crocette sui nomi prestampati e comunque scelti dai partiti”.
La proposta del Pd è diversa: “Se vogliono davvero le preferenze, votino il sistema proposto da noi: preferenze libere, due nomi da scrivere sulla scheda. E soprattutto nel rispetto dell’equilibrio di genere, 50% uomini e 50% donne”.
Pd, M5s, Avs e Iv hanno depositato emendamenti unitari sulle preferenze e sui collegi uninominali. “Noi non avremmo cambiato la legge elettorale ora, a pochi mesi dalla fine della legislatura”, ribadisce Boccia. “In ogni caso sono entrambi modelli validi per superare le liste bloccate”.
Quanto alla necessità di indicare un candidato premier con il nuovo sistema elettorale, il capogruppo Pd assicura che il centrosinistra non si farà trovare impreparato: “Abbiamo già un percorso definito che va avanti da anni. Abbiamo costruito un’unità non scontata. E il Pd in particolare l’ha fatto con una generosità anche maggiore a quella degli altri”.
