di Giulia Rocchetti
Il partito “Alternative für Deutschland” (AfD) ha stravinto le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt e sfiora la maggioranza assoluta, segnando un risultato senza precedenti per l’estrema destra tedesca. AfD ha ottenuto il 43,8% dei voti e 39 degli 83 seggi del parlamento regionale di Magdeburgo. Ne sarebbero serviti 42 per governare da sola: al partito guidato nel Land da Ulrich Siegmund ne mancano appena tre.
Il risultato consegna, comunque, all’AfD una vittoria nettissima. Il partito ha più che raddoppiato il 20,8% raccolto nel 2021 e ha staccato di oltre 26 punti la Cdu, che fino a oggi rappresentava la principale forza politica della Sassonia-Anhalt. I cristiano-democratici del cancelliere Friedrich Merz sono crollati dal 37,1% al 17,2%, conquistando appena 15 seggi.
In difficoltà anche i socialdemocratici dell’Spd fermi al 9,3% e a otto deputati. Seguono i Verdi con l’8,9% e Die Linke con l’8,6%, entrambi con otto seggi. Riesce infine a superare per pochi decimali la soglia di sbarramento del 5% il Bündnis Sahra Wagenknecht (Bsw), che con il 5,3% conquista cinque rappresentanti. Fuori dal parlamento regionale, invece, i liberaldemocratici della Fdp, fermi al 2,6%.
Il voto apre ora una partita complessa per la formazione del prossimo governo regionale. Pur disponendo di gran lunga del gruppo parlamentare più numeroso, l’AfD non ha i numeri per governare autonomamente e gli altri principali partiti tedeschi hanno finora escluso alleanze con l’estrema destra, mantenendo la cosiddetta “Brandmauer”, il cordone sanitario costruito per impedirne l’accesso al governo.
A rivendicare il diritto di guidare il Land è stato immediatamente Ulrich Siegmund, 35 anni, candidato dell’AfD alla carica di ministro-presidente: «Cari amici, questa sera è storica. Abbiamo fatto la storia. Ci stiamo riprendendo il nostro Paese. Tutto inizia qui in Sassonia-Anhalt» ha dichiarato davanti ai sostenitori dopo il voto. Per Siegmund, il risultato rappresenta «un chiaro mandato a governare». Il candidato dell’AfD ha però riconosciuto di non vedere, almeno per il momento, potenziali partner per costruire una maggioranza. In caso di stallo politico ha anche prospettato la possibilità di nuove elezioni, mentre le altre forze dovranno verificare se esistano i numeri per una coalizione alternativa.
La presenza del Bsw nel nuovo parlamento complica ulteriormente il quadro. Il partito fondato da Sahra Wagenknecht ha criticato la strategia di isolamento dell’AfD, ma non ha dato un via libera all’elezione di Siegmund alla guida del governo regionale. I suoi cinque deputati potrebbero comunque assumere un peso decisivo nei tentativi di costruire una maggioranza. La portata del risultato è amplificata dalla forte partecipazione alle urne, con un’affluenza a livelli record per il Land. Il voto mostra così quanto l’AfD sia riuscita ad allargare il proprio consenso in una delle regioni dell’ex Germania orientale nelle quali il partito è maggiormente radicato.
Per la Cdu la sconfitta rappresenta invece un duro colpo anche sul piano nazionale. Il partito perde circa venti punti rispetto alle precedenti regionali e il risultato mette sotto pressione il cancelliere Merz, che aveva indicato nel contenimento dell’AfD uno degli obiettivi della propria strategia politica. La sua promessa elettorale è fallita, perché in Sassonia-Anhalt è avvenuto l’opposto: l’estrema destra ha più che raddoppiato i propri consensi mentre la Cdu ha perso metà dei propri.
Il risultato supera quindi i confini del Land. La Sassonia-Anhalt diventa un banco di prova per gli equilibri politici tedeschi e per la capacità dei partiti tradizionali di contenere un’AfD sempre più forte nell’est del Paese. Le trattative che si apriranno a Magdeburgo diranno ora se la Brandmauer riuscirà a reggere anche di fronte a un partito arrivato a soli tre seggi dalla maggioranza assoluta.
