“L’Occidente non ha dato all’Ucraina la possibilità di concludere la pace, nonostante le numerose opportunità”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un’intervista al progetto online ‘Sama Menshova’ come riportato dalla Tass, sostenendo che ora i Paesi occidentali dovrebbero “non agitarsi troppo” con le loro “nuove idee” sulla guerra in Ucraina. Lavrov ha citato in particolare i negoziati di Istanbul dell’aprile 2022, sostenendo che l’allora premier britannico Boris Johnson avrebbe impedito a Kiev di accettare una soluzione negoziata. “Lui mente”, ha detto Lavrov, riferendosi alla successiva smentita di Johnson secondo cui non avrebbe vietato agli ucraini di firmare un accordo, ma si sarebbe limitato a garantire il sostegno occidentale qualora avessero scelto di continuare a combattere. Secondo Lavrov, l’Occidente avrebbe impedito più volte all’Ucraina di sottoscrivere proposte di pace che Mosca era disposta ad accettare.
Usa riconoscono realtà sul campo e mancato ingresso Kiev in Nato
“Il contenuto dei colloqui con gli emissari Usa a Mosca si basa sulla posizione del presidente Donald Trump, anche riguardo al non coinvolgimento dell’Ucraina nella Nato e al riconoscimento delle realtà sul terreno”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, citato dalla Tass. “Il fatto che gli americani, in tutti i loro contatti con noi, soprattutto con il presidente Vladimir Putin, partano da queste realtà suscita naturalmente una reazione positiva da parte nostra e la disponibilità a continuare a parlare con loro”, ha affermato Lavrov, rispondendo a una domanda dell’analista americano Andrew Napolitano durante il programma televisivo russo ‘Bolshaya Igra’. “Riconoscono questi elementi fondamentali e cercano di essere utili su questa base. Ritengo che questo meriti sostegno”, ha aggiunto il ministro.
Rafforzamento militare Norvegia minaccia, adotteremo misureù
L’aumento della presenza militare norvegese vicino ai confini con la Russia non può che essere percepito come una minaccia per la Federazione Russa ed è un motivo per adottare ulteriori misure di sicurezza. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Interfax. “Certamente, un simile rafforzamento militare, diretto contro il nostro Paese, la Federazione Russa, non può che essere percepito come una minaccia alla sicurezza della Russia, e questo è un motivo per adottare ulteriori misure per garantirla. Il nostro ministero della Difesa, così come altri enti competenti, stanno lavorando in tal senso”, ha dichiarato rispondendo a una domanda dei giornalisti.
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