Medicina

Sanità: esperta Spallanzani, lebbra in Italia malattia rara da 7 casi l’anno

di Margherita Lopes

(LaPresse) – In Italia “la lebbra è una malattia infettiva rara soggetta a notifica. Si registrano a livello nazionale circa 7 casi ogni anno: dunque non c’è allarme, nè allarmismo da fare”. Parola di Angela Corpolongo, infettivologa dello Spallanzani e presidente Simet (Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale), che interviene su LaSalute di LaPresse dopo alcune notizie di stampa su questa patologia capace di suscitare antiche paure. “Non solo si tratta di una malattia rara nel nostro Paese, ma la lebbra è anche poco contagiosa e richiede un contatto prolungato nel tempo.

Inoltre oggi la terapia è molto efficace”.

Nel nostro Paese da tempo “non ci sono casi autoctoni, l’ultimo risale al 2003. I pochissimi casi sono di importazione. Oltretutto – rileva Corpolongo, che è uno dei medici del Centro di riferimento per le malattie infettive rare della Regione Lazio – quelli che vengono contati come casi di lebbra possono essere relativi a persone che sono già state trattate e che noi prendiamo in carico con esiti della malattia: in questi casi si tratta di persone non contagiose”.

Inoltre la contagiosità del morbo di Hansen è molto bassa, in particolare nei soggetti sani: “Il sistema immunitario normalmente contrasta la malattia”.

Questa malattia infettiva batterica cronica è causata da Mycobacterium leprae o Bacillo di Hansen. Colpisce la pelle, gli occhi, il tratto respiratorio, ma soprattutto i nervi, che tendono a perdere la sensibilità nocicettiva, cioè la loro capacità di rilevare un possibile danno all’organismo.

Per l’esiguità dei casi, la lebbra rientra nelle malattie infettive rare e viene gestita sul territorio dai Centri di riferimento regionali. Lo Spallanzani nel Lazio dal 2005 è il Centro regionale per le malattie infettive rare. Questo cosa comporta? “La malattia viene gestita a livello territoriale dal centro di riferimento regionale.

Insomma, nonostante sia una patologia rara, in Italia ci sono le competenze specialistiche sia per la diagnosi che per la terapia”, assicura la specialista. Bisogna anche dire che, a livello globale, il trend della lebbra appare in calo: “Nel 2024 i casi si sono ridotti di circa il 5,5% rispetto al 2023, mentre i Paesi con alta endemia sono Brasile, India e Indonesia. Le persone più a rischio sono coloro che vivono assiduamente con un paziente non trattato”, ricorda Corpolongo.

“Oggi la lebbra si cura con una terapia antibiotica di associazione, in genere 3 farmaci, assunti per 6 o 12 mesi. Il paziente non è più contagioso già dalla prima somministrazione, ma continua ad essere monitorato anche dopo la fine della terapia”, conclude l’esperta dello Spallanzani.

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