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Reggio Emilia: Emergency, in 20mila a festival, partecipazione straordinaria

Circa 20mila persone hanno partecipato agli eventi della sesta edizione del Festival di Emergency, che si è chiuso domenica 6 settembre a Reggio Emilia, eguagliando i numeri dello scorso anno. 111 ospiti tra giornalisti, scrittori, attivisti, ricercatori, artisti, fotografi e operatori della ong, hanno partecipato alla tre giorni organizzata da Emergency per raccontare il presente, dare spazio ai diritti, immaginare un futuro diverso.

Il tema di quest’anno, ‘Il coraggio’, è stato un “invito a prendere posizione: perché – ricorda la ong – per Emergency il coraggio sta nel difendere i diritti di tutte e tutti, nell’ascoltare le storie di chi cura sotto le bombe, di chi attraversa i confini per sopravvivere e di chi obietta e si oppone alla logica e alla pratica della guerra. È lo stesso coraggio che da oltre trent’anni guida l’azione dell’organizzazione fondata da Gino Strada, a cui il Festival ha dedicato un momento speciale a cinque anni dalla sua scomparsa”.

“Reggio Emilia ci ha accolto ancora una volta con una partecipazione straordinaria: in tre giorni le piazze si sono riempite di persone comuni: giovani, bambini, anziani e tantissime famiglie che hanno scelto di esserci e di prendere posizione – dichiara Rossella Miccio, presidente di Emergency. Questo vuol dire che le persone sono interessate a capire cosa succede intorno a noi e ad ascoltare anche narrazioni diverse da quelle mainstream che, ormai, sembrano averci fatto perdere le speranze in un mondo migliore. È questo il coraggio a cui abbiamo dedicato questa edizione: non un gesto eroico, ma la scelta quotidiana di non voltarsi dall’altra parte”.

“Mentre le risorse destinate agli armamenti continuano ad aumentare e la guerra viene raccontata come una scelta normale e inevitabile, qui migliaia di persone hanno detto il contrario. Da Gaza al Sudan, dall’Ucraina all’Afghanistan, continuiamo a curare e a chiedere che i diritti delle persone vengano prima di ogni altra cosa: è quello che ci ha insegnato Gino Strada ed è la ragione per cui saremo di nuovo qui l’anno prossimo”, conclude Miccio.

Rinnovata anche in questa edizione la collaborazione con il Comune di Reggio Emilia che, per il sesto anno consecutivo, ha portato il Festival di Emergency in città, insieme al patrocinio della Regione Emilia-Romagna. “Dopo tre giorni meravigliosi, ricchi di riflessioni, approfondimenti, proposte, si chiude anche quest’anno il Festival di Emergency, un appuntamento sempre più significativo per la nostra città”, ha dichiarato il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari.

“Declinando la parola coraggio in molte sue forme, abbiamo vissuto un fine settimana di crescita culturale e di coesione sociale, lasciando spazio alle idee, ai diritti, alle sensibilità di persone che hanno raccontato storie che non possono lasciare indifferenti. Ed è anche per questo che sono contento di poter annunciare che il festival di EMERGENCY durerà ancora cinque anni: perché è un antidoto all’indifferenza, porta informazione e cultura, induce coraggio. Il connubio tra Reggio Emilia ed EMERGENCY è del tutto naturale e la straordinaria partecipazione di questi giorni lo dimostra. Un grazie di cuore a tutti, dalla presidente Rossella Miccio a tutti i volontari, passando per Simonetta Gola e tutto lo staff: Reggio sarà sempre casa vostra”, ha concludo il primo cittadino.

Per la sua sesta edizione, il Festival di Emergency ha proposto 71 eventi, con 111 ospiti, 10 laboratori e attività per bambini, ragazzi, famiglie ed educatori, tre serate in Piazza Prampolini, una mostra fotografica, due installazioni interattive e immersive, un’azione artistica collettiva, due dj-set serali, 5 appuntamenti di cinema e teatro tra cui Mr. Nobody Against Putin di David Borenstein e Pavel Talankin, No good men di Shahrbanoo Sadat, The Sea di Shai Carmeli-Pollak, The Encampments di Kei Pritsker e Michael T. Workman e lo spettacolo Lvi è tornato di e con Giampaolo Musumeci e Beppe Salmetti.

Tra i momenti più emozionanti del Festival ‘Chiamata alle arti – Lasciamo un segno contro la guerra’, l’azione artistica collettiva realizzata in Piazza Martiri del 7 Luglio in collaborazione con il poeta di strada ivan, a partire dal suo happening La Grande Pagina Bianca: su un grande telo bianco circa 1000 persone hanno lasciato il proprio segno per dire no alla guerra. In un momento in cui la guerra sembra inevitabile e sono oltre 65 i conflitti aperti nel mondo, l’iniziativa fa parte della campagna R1PUD1A, ispirata all’articolo 11 della Costituzione. Nel corso del Festival la campagna ha dato voce anche all’appello per il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare e alla guerra, al centro dell’incontro con i giuristi Alessandra Algostino, Veronica Dini e Domenico Gallo e del percorso ‘O la guerra o noi – La linea delle nostre scelte’ a Palazzo Da Mosto.

“Abbiamo dedicato questa edizione del Festival al concetto di ‘Coraggio’, inteso anche come la scelta quotidiana di prendere posizione e aprire strade nuove, come ci ha insegnato il nostro fondatore Gino Strada – afferma Simonetta Gola, direttrice della Comunicazione di Emergency -. Attorno ai temi del lavoro umanitario, dei diritti e della campagna R1PUD1A, edizione dopo edizione stiamo costruendo una comunità di persone tenute insieme dalla volontà di capire un mondo che sta cambiando velocemente e dalla determinazione di fare la propria parte”.

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