A venticinque anni dagli attentati di Al-Qaeda contro gli Stati Uniti, i gruppi jihadisti rappresentano ancora una grave minaccia per la sicurezza in Europa, ma è emersa una nuova minaccia, alimentata principalmente online dai giovani, che preoccupa le autorità. Le dimensioni esatte della rete che si nasconde dietro a quello che viene definito “estremismo violento nichilista” non sono chiare. Tuttavia, gli investigatori di polizia di nove paesi europei hanno individuato circa 4.340 indirizzi web collegati a ‘The COM’, come è ormai nota la comunità online, durante un’operazione volta a smantellarla tra giugno e luglio. “È violenza fine a se stessa”, ha dichiarato Bartjan Wegter, coordinatore antiterrorismo dell’Unione europea in un’intervista all’Associated Press, in occasione del 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti.
Complessivamente lo scorso anno sono stati segnalati 45 attacchi terroristici in 10 dei 27 paesi dell’Ue, sebbene nessuno di essi abbia causato un elevato numero di vittime. Circa la metà degli attentati è stata sventata o è fallita, ma sei persone sono rimaste uccise. In totale 486 persone sospettate di legami con il terrorismo sono state arrestate in 21 paesi membri, secondo l’agenzia di polizia europea Europol. Gruppi jihadisti, spesso guidati o ispirati da reti al di fuori dell’Europa, sono stati responsabili di 24 degli attacchi e di oltre il 70% degli arresti. Di tutti gli arrestati, circa un terzo aveva meno di 18 anni, per lo più ragazzi. Europol non tiene statistiche sull’estremismo violento nichilista perché le definizioni variano e gli atti possono rientrare sia nella categoria della criminalità comune, che in quella del terrorismo.
In Finlandia nel 2025 un ragazzo di 16 anni ha accoltellato tre compagne di studi. Avrebbe condiviso un ‘manifesto’ in gruppi WhatsApp, registrato l’attacco su Snapchat e chiesto sui social media a qualcuno di salvare il video e consegnarglielo dopo il suo rilascio. Nel ‘manifesto’ ha dichiarato di voler compiere un gesto “significativo” ed “emozionante”. Secondo un documento dell’Ue sulla minaccia emergente della violenza estremista nichilista, non è stata fornita alcuna motivazione politica per la sua strage. “Si tratta di una vera e propria fascinazione per la violenza. È la violenza come mezzo per affermarsi, per acquisire prestigio in quelle comunità online”, ha dichiarato Wegter all’AP, “non c’è un collegamento diretto con l’ideologia”. In Italia lo scorso anno un ragazzo di 15 anni ha pianificato un omicidio per ottenere notorietà online. Conservava sul suo smartphone immagini e video di aggressioni, omicidi, sparatorie nelle scuole e materiale pedopornografico. Wegter ha affermato che questo tipo di episodi, in aumento da due o tre anni, non sono casi isolati, ma organizzati da reti online “spesso gestite da giovani, per i giovani, e spesso con la partecipazione di ragazzi”. Secondo Wetger, questi attacchi “portano alla violenza offline. Abbiamo assistito a pugnalate, a giovani che accoltellano anziani senza alcun motivo”.
Questo tipo di episodi è difficile da prevenire o rintracciare. Spesso coinvolgono “giovani che di solito non hanno precedenti penali e che non lasciano tracce se non online, ma spesso dietro muri e comunità virtuali”, ha spiegato Wegter. Tra i gruppi più monitorati dalle autorità c’è il 764, fondato in Texas nel 2020 da Bradley Cadenhead, allora 15enne. Sta scontando una condanna a 80 anni di carcere per pedopornografia e reati sessuali, ma il gruppo è ancora attivo. In Germania lo scorso anno un ventenne ritenuto uno dei membri di spicco del 764 è stato incriminato con 123 capi d’accusa per atti di “un livello inimmaginabile di brutalità e disumanità”, tra cui omicidio, stupro e abusi sessuali su minori, secondo quanto riportato nel documento dell’Ue.
A differenza di 25 anni fa, quando estremisti, per lo più provenienti dall’Arabia Saudita, entrarono negli Stati Uniti e si addestrarono per diventare piloti kamikaze, la minaccia terroristica che l’Europa si trova ad affrontare oggi è in gran parte organizzata online. “L’ambiente online, nonostante tutti i vantaggi che offre, è ancora troppo permissivo”, ha affermato Wegter, “un terreno fertile per la connessione tra diverse minacce”. I difensori della privacy insistono sul fatto che le persone abbiano il diritto fondamentale di comunicare senza intrusioni ingiustificate. Accusano le autorità e alcune aziende di minare le protezioni attraverso spyware e altri metodi. Ma Wegter ha affermato che “le nostre forze dell’ordine devono essere dotate degli strumenti necessari per affrontare la minaccia così come si presenta oggi”. Wegter ha osservato che l’85% delle indagini si svolge nell’ambiente digitale: “Ciò significa che dobbiamo adattarci a questa realtà”. Per il diplomatico olandese ciò significa dialogare maggiormente con le autorità e le organizzazioni di altri Paesi, in particolare con quelli che utilizzano tali gruppi come retroguardia. “Perché ciò che accade al di fuori dei nostri confini ha un impatto sulla nostra sicurezza”, ha rimarcato Wegter. Europol ha dichiarato che i criminali sfruttano immagini e audio per creare e modificare materiale propagandistico, anche attraverso deepfake, meme e gif. I bot basati sull’intelligenza artificiale sono stati utilizzati anche per incrementare il reclutamento e promuovere ideologie terroristiche, mentre le app basate sull’IA sono state impiegate per la ricerca e la preparazione di attacchi. “Il tipo di contenuto violento, i contenuti che incitano alla violenza, la propaganda, i manuali, le tattiche, tutto ciò che è disponibile”, ha concluso Wegter, “viene notevolmente amplificato dall’intelligenza artificiale”.
