Economia e Lavoro

Lavoro: Istat, tasso occupazione sale a 63,1% in II trimestre

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse 27 aprile 2020 Chieti (Italia) Cronaca Emergenza Covid 19, riapertura degli stabilimenti FCA con le misure di sicurezza anti contagio Nella Foto : due operai lavorano nel reparto di lastratura protetti dal nuovo dispositivo di separazione anti Covid Photo Cecilia Fabiano/LaPresse April 27 , 2020 Chieti (Italy) News Covid 19 emergency , reopening of the Fca factory with safety measures In the pic : two workers working in the welding department with the new plastic protection against Covid contamination

Il tasso di occupazione nel II trimestre di quest’anno raggiunge il 63,1% (+0,4 punti in tre mesi), quello di disoccupazione sale al 5,6% (+0,1 punti) e il tasso di inattività scende al 33,0% (-0,5 punti). Nei dati provvisori di luglio 2026, rispetto al mese precedente, il numero di occupati e il relativo tasso risultano stabili, il tasso di disoccupazione cala di 0,1 punti e quello di inattività 15-64 anni rimane invariato. Lo rileva l’Istat.

 Nel II trimestre +155mila occupati, +246mila su anno

Nel secondo trimestre 2026, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% in confronto al secondo trimestre 2025. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,2% in termini congiunturali e dell’1,0% in termini tendenziali. Il numero di occupati, al netto degli effetti stagionali, sale a 24 milioni 363mila (+155mila, +0,6% sul primo trimestre 2026) a seguito della crescita dei dipendenti – sia a tempo indeterminato (+120 mila, +0,7%) sia a termine (+18mila, +0,7%) – e degli indipendenti (+17mila, +0,3%); aumenta anche il numero di disoccupati (+31 mila, +2,2% in tre mesi) e diminuisce quello degli inattivi di 15-64 anni (-185mila, -1,5%). Lo rileva l’Istat. Nel confronto tendenziale prosegue, più intensa rispetto al trimestre precedente, la crescita del numero di occupati (+246mila, +1,0% in un anno) che coinvolge i dipendenti a tempo indeterminato (+1,0%) e gli indipendenti (+2,4%), a fronte di un nuovo, ma più contenuto, calo dei dipendenti a termine (-1,2%), aggiunge l’Istat. Nel secondo trimestre 2026 continua, meno intensa rispetto al periodo precedente, la riduzione del numero di disoccupati (-167mila, -9,8% in un anno), mentre torna a diminuire quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-140mila, -1,2%). I tassi seguono la stessa dinamica: quello di occupazione sale al 63,4% (+0,7 punti in un anno), quello di disoccupazione scende al 5,9% (-0,7 punti) e quello di inattività al 32,5% (-0,3 punti). Dal lato delle imprese, rileva l’Istat, nel secondo trimestre 2026 le posizioni lavorative dipendenti presentano una dinamica positiva su base congiunturale (+0,3% in tre mesi), più contenuta nella componente a tempo pieno (+0,2%) rispetto a quella a tempo parziale (+0,5%); la quota dei part-time si attesta al 28,9%. Nel confronto tendenziale le posizioni lavorative registrano un incremento dell’1,3%, sostenuto da una crescita analoga nelle componenti a tempo pieno e parziale. Particolarmente positivo è l’andamento delle posizioni in somministrazione, che registrano un aumento del 2,0% sul trimestre precedente e del 3,0% su base annua. Il lavoro intermittente continua a crescere, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto al primo trimestre 2026, su base sia congiunturale (+1,3%) sia annua (+6,7%); anche le ore lavorate per dipendente aumentano in termini congiunturali (+0,4%) e tendenziali (+0,7%). Il ricorso alla cassa integrazione diminuisce di 0,6 ore ogni mille ore lavorate rispetto al secondo trimestre 2025, scendendo a 6,2 ore. Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,5%, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-0,2%) sia nel confronto tendenziale (-0,3%). Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) mantiene un andamento positivo rispetto al trimestre precedente (+0,5%), sostenuto dalla crescita sia delle retribuzioni (+0,4%) sia dei contributi sociali (+0,8%). Su base annua, il costo del lavoro continua a registrare una crescita significativa (+2,8%), soprattutto nella componente dei contributi sociali (+3,4%) in confronto a quella delle retribuzioni (+2,7%).

RED

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