Cronaca

Mafia: Melillo (Antimafia), criminalità brinda a guerre, controlla porti e infrastrutture

 

“E’ evidente che nell’era dei conflitti le economie di guerra creano condizioni ideali per l’affermazione delle organizzazioni criminali” e delle mafie che “quando scoppia una guerra brindano”. Lo ha detto il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, intervenendo durante ‘I mercati internazionali delle droghe’, una tre giorni di formazione che è in corso all’Università degli Studi di Milano promossa da CROSS e dall’Atene milanese con il patrocinio della Commissione Parlamentare Antimafia. “Le guerra sono l’habitat naturale” delle mafie, ha proseguito Melillo nella sala di rappresentanza di via Festa del Perdono, nel panel che prevede anche gli interventi della presidente della commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, e del fondatore di Libera, Don Luigi Ciotti, con l’introduzione di Nando Dalla Chiesa. Davanti a una platea che comprende anche importanti magistrati milanesi a partire dal Procuratore di Milano, Marcello Viola (sono presenti anche pm e aggiunti come Eugenio Fusco, Alessandra Cerreti, e il nuovo capo della Dda, Roberto Piscitello), e vertici delle forze dell’ordine in Lombardia, il numero uno della Procura antimafia ha sottolineato come le organizzazioni criminali, sia italiane che straniere, dedite anche al traffico di stupefacenti, siano oggi dei “network internazionali” dotati di una “gigantesca rete logistica”. “Controllano infrastrutture portuali, sistemi di navigazione, tecnologie necessarie a eludere i controlli”. Per questo motivo, secondo Melillo, sono i “naturali proxy” di un mondo in conflitto dominato da “dazi, embarghi e sanzioni: le reti che sanno trasportare e introdurre merci illegali hanno il know how per eludere gli embarghi, governano da sempre i sistemi di triangolazioni societarie che consentono il transito di merci illegali”. Secondo il capo della Dnaa anche quando eventualmente dovessero terminare alcuni guerre, come quelle in Ucraina, queste organizzazioni “riverseranno nei mercati gli uomini e le tecnologie” utilizzate in quel contesto “esattamente come da tempo avviene sulle reti criminali mediorientali”.

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