Cronaca

Nessy Guerra, una situazione insostenibile

di Giuseppe Onorati

 

La vicenda di Nessy Guerra e della sua piccola figlia, è un dramma che ha toccato i limiti della sostenibilità, per la giovane madre italiana e la sua famiglia. Bloccata in Egitto con una condanna in secondo grado per adulterio, una causa in corso per l’affidamento della piccola figlia, minacciata e perseguitata dall’ex marito Tamer Hamouda, la giovane donna ligure con la sua famiglia, è imprigionata in un inferno di cui un orizzonte luminoso non sembra intravedersi.

Una condanna a sei mesi di reclusione e lavori forzati per adulterio, sulla base di testimonianze ed una confessione rivelatasi estorta dall’ex marito, che intanto ha richiesto ed ottenuto il divieto di espatrio della figlia dall’Egitto, fino al raggiungimento della maggiore età; una vera e propria attività persecutoria da parte di Tamer, che ha tentato di rapire la figlia e che ha costretto Nessy e la sua famiglia a cambiare dimora continuamente ed a vivere in una vera e propria reclusione.

L’italo-egiziano Tamer Hamouda è una persona che ha dimostrato d’essere altamente pericolosa e squilibrata, come da ultimo anche una dettagliata relazione criminologica stilata dalla dottoressa Roberta Bruzzone ha confermato; è’ stato condannato in Italia per reati di violenza, stalking e truffa, con domande di estradizione poste dall’autorità giudiziaria italiana all’Egitto. Ha subito l’arresto per minacce ad un console, per poi essere rilasciato su pagamento di cauzione ed è stato condannato a sei mesi di reclusione in Egitto, per violenza e stalking ed è in libertà condizionata alla non reiterazione del reato per tre anni.

In questo scenario, per Nessy e sua figlia ci sono due importanti partite giudiziarie: quella sull’affidamento della bambina, per la quale ci sarà il 7 di Ottobre la prossima udienza d’Appello ed il ricorso in Cassazione contro la sentenza di secondo grado che ha confermato la condanna di Nessy per adulterio.

Una situazione delicata quanto assurda, in cui le vite di una giovane donna e della sua bambina sono in balia di una civiltà giuridica alquanto discutibile (pensiamo anche allo sdoppiamento di peso e misura nell’aver concesso a Tamer per reati quali violenza e stalking il beneficio della condizionale ed a Nessy, per un reato nemmeno considerabile alla luce di una cultura giuridica evoluta, aver resa esecutiva una drastica sentenza) ed a proposito di assurdità, qualche giorno addietro Tamer ha compiuto un ennesimo atto significativo del suo stato alterato e carente di equilibrio.

L’ex marito di Nessy ha spedito una lettera al legale della giovane donna, di vero e proprio sapore ricattatorio, evidenziando al contempo una condizione farneticante. Nel testo si dichiara disponibile a riconciliarsi con Nessy ed a risposarla e questa rappresenterebbe la condizione necessaria per porre fine a conflitti giudiziari; qualora ciò non avvenga farebbe di tutto affinché Nessy venga arrestata. Continuando, vuole che l’ex moglie ritiri le accuse di violenza e ripristini pubblicamente la sua reputazione e che la figlia venga con immediatezza consegnata alla nonna paterna. Infine chiede che l’Italia riconosca delle sentenze egiziane che lo assolverebbero, che gli venga restituito il passaporto e che sia risarcito per danni patrimoniali subiti.

Una tale lettera, per quanto prodotto di farneticazione, attestante una dissociazione dalla realtà, nel drammatico contesto di Nessy Guerra e della sua bambina, è una nota aggiuntiva dell’ingiusta assurdità a cui madre e figlia siano esposte e per la quale rischino molto.

Il 7 Ottobre prossimo ci sarà una nuova udienza per la causa di affidamento in secondo grado della piccola Aisha, che potrebbe rischiare di essere affidata alla nonna paterna, colei che sostiene ed ha sostenuto il figlio in tutte le sue azioni folli e violente; nello stesso tempo Nessy deve cercare in terzo grado di difendere la sua libertà, messa a repentaglio da una sentenza per adulterio ottenuta in primo grado e confermata in secondo, sulla base di testimonianze e di una confessione rivelatasi estorta, per un reato deponente di uno stato culturale e di civiltà giuridica scarsamente evoluto.

Il Governo Italiano è colui che può e deve liberare Nessy e la sua piccola da queste morse d’ingiustizia ed assurdità. Da mesi ha dichiarato di aver intrapreso un lavoro politico-diplomatico con Il Cairo per raggiungere l’obiettivo di riportare in sicurezza Nessy e la figlia in Italia ma ad oggi nessuno sviluppo pare esserci. Questo silenzio può alimentare ipotesi per le quali il caso di Nessy sia coinvolto in trattative larghe, che abbraccino più questioni, con il rischio di essere relegato a “oggetto di scambio”.

Pur nella consapevolezza della complessità che possa caratterizzare un negoziato internazionale, si auspica che l’Esecutivo italiano abbia come riferimento orientativo, nel trattare la questione di Nessy Guerra, quello di considerare la sicurezza dei propri cittadini come obiettivo prioritario ed inderogabile.

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