Medicina

FOCSIV: I MEDICI PERQUISITI NELL’INCHIESTA SUI CPR SAREBBERO DA PREMIARE, NON DA PERSEGUIRE

 

La presidente Borsotto: “Comprovato il degrado dei Centri; quei 23 professionisti non si sono resi funzionari dell’espulsione”

 

 

 

Roma, 21 set. – “La Focsiv ringrazia i 23 medici fermati e oggetto di perquisizione con l’accusa di aver rilasciato certificati falsi per attestare l’inidoneità al trattenimento nei Centri per il rimpatrio (Cpr) di persone migranti che dovrebbero essere espulse dall’Italia: danno prova di praticare la professione con coscienza, osservando il Giuramento di Ippocrate”. Lo dichiara Ivana Borsotto, presidente della Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv), commentando la vicenda dei medici che, tra nord e centro Italia, sono stati coinvolti nell’inchiesta della Procura di Ravenna che indaga per presunte certificazioni di non idoneità, volte a prevenire il trasferimento delle persone migranti nei Centri.

Borsotto evidenzia che “esistono documentate preoccupazioni sulle condizioni di salute di quei centri” e spiega: “Ritardi nell’accesso alle cure mediche, carenza di servizi igienici, mancata continuità terapeutica, ricorso sistematico agli psicofarmaci”. Secondo Focsiv, questo configura “un sistema patogeno che genera deterioramento psicofisico”.

Pertanto, sottolinea Borsotto, “quei medici, che onestamente non si riducono a funzionari dell’espulsione, rispettano il Giuramento di Ippocrate, praticando con coscienza i loro compiti e doveri di cura, ed esercitando con pieno diritto la loro autonomia professionale”.

La Presidente argomenta ancora: “Se è legittima l’identificazione dei richiedenti asilo come degli espulsi, non legittimo è il ricorso a pratiche e strutture degradanti. La prevenzione è alla base di ogni pratica sanitaria. E i medici non devono esporre i loro pazienti ai rischi dell’esposizione ad ambienti patogeni quali gli attuali Cpr. Così, quei medici dimostrano dignità e umanità, cuore e coraggio”. Una condotta che, conclude la presidente di Focsiv, “è da facilitare e premiare, e non da ostacolare, sorvegliare e punire con una logica di burocrazia poliziesca e inquisitoria, dalla faccia feroce, peggio ancora se ispirata da vergognosi obiettivi elettoralistici”.

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