di Dino Alias (*)
La Casa di cura di Fonte Nuova, ubicata alle porte di Roma, nonostante sia datata 1954, è una struttura di indubbia utilità sociale, che si avvale di personale di prim’ordine in grado di offrire prestazioni di alto livello qualitativo
Come è ormai noto le cronache ci presentano vicende di mala sanità sia pubblica che privata. Invece stavolta dobbiamo sfatare tale diceria per evidenziare un buon esempio di funzionalità operativa. Stiamo parlando di un Polo d’eccellenza riabilitativa sanitaria: la “Casa di cura Nomentana Hospital”, ubicata a Fonte Nuova. Un comune alle porte della Città metropolitana di Roma Capitale. E’ una struttura di indubbia utilità sociale che, nonostante sia datata 1954, si avvale di personale ad alta specializzazione e con un grande senso di umanità, in grado di offrire prestazioni di elevata qualità. Secondo voci di corridoio l’imminente cambio societario porterà un profondo ammodernamento di infrastrutture e tecnologie, con un comfort in linea con gli standard della migliore sanità privata nazionale, per la realizzazione di un innovativo “Nuovo Polo Sanitario di Eccellenza Riabilitativa”. A seguito del nostro ricovero post-chirurgico per la rieducazione dell’anca, presso il Nomentana Hospital, abbiamo avuto il privilegio di apprezzare l’efficienza del “DSR11”: un Dipartimento d’indubbia utilità sociale, diretto con alta competenza dal dottore Carlo Sinapi, che si caratterizza come un vero gioiello di funzionalità dinamicamente coinvolgente, sia per l’empatia sia per gli elevati indici di professionalità del personale: dai medici ai paramedici, dagli infermieri agli operatori socio-sanitari, che hanno dimostrato una grande umanità e un abnegato impegno morale e civile. Nella cultura attuale il concetto di buona sanità spesso viene banalizzato e fatto coincidere con l’esito favorevole di un atto medico. E’ necessaria invece una sanità che sappia coniugare senso di solidarietà cristiana e alta qualità del capitale umano: segni distintivi che, unitamente alle cure, favoriscono l’equilibrio e il benessere psicofisico del paziente. I cui valori fondanti sono emersi a seguito della nostra esperienza presso l’indicato Reparto “DSR11”, che rappresenta un vero “modello di sanità”, grazie alle preclare doti umane e professionali del personale tutto: che merita un voto da dieci e lode. Una particolare espressione di plauso va al primario Carlo Sinapi e ai suoi zelanti ed efficienti collaboratori, in particolare: dal medico fisiatra Roberta Segneri alla capo sala Cecilia Pisano, agli operatori socio sanitari, dai idroterapisti e assistenti ai competentissimi fisioterapisti: Daniele Cerquini, Adele Grignoli, Daniele Mancini, Umberto Di Mambro, Francesca Gentile e Sebin Babu.
(*) Giornalista
