di Andrea Maldi
Lo United States Central Command (USCENTCOM) ieri sera ha annunciato che alle 10:00 del mattino (ora locale) di oggi lunedì 13 aprile scatterà un blocco navale nello Stretto di Hormuz di tutte le imbarcazioni che entrano o escono dai porti iraniani, per diretto volere del presidente Donald Trump.
Tuttavia ci sarà un’eccezione: il divieto non riguarda le unità di passaggio da e per i porti non iraniani.
“Il blocco sarà applicato in modo imparziale contro le imbarcazioni di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman. Le forze dell’USCENTCOM non ostacoleranno la libertà di navigazione per le navi in transito nello Stretto di Hormuz dirette a, o provenienti da, porti non iraniani. Dettagli aggiuntivi saranno comunicati prima dell’entrata in vigore del divieto”, ha diramato lo United States Central Command sui canali social.
Intanto nella notte di ieri, al termine di 21 ore di dialoghi, arriva il comunicato da Islamabad del vicepresidente americano J.D. Vance: “Gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo con l’Iran. Non c’è la promessa da parte dell’Iran di abbandonare definitivamente l’arma nucleare (a giugno 2025 l’Iran possedeva oltre 400 kg di uranio arricchito al 60%, con una produzione in aumento)”.
Più morbida invece è stata la dichiarazione del presidente pakistano Shehbaz Sharif, mediatore del conflitto: “I colloqui non sono falliti. Siamo in una fase di stallo”.
Non si è fatta attendere la replica di Teheran: “I negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Usa. Del resto ci era evidente fin dall’inizio che non bisognava aspettarsi di avere un accordo in una sola sessione di negoziati. l’Iran non ha alcuna fretta di avviare un nuovo negoziato. Tuttavia la Repubblica islamica dell’Iran è pienamente preparata a raggiungere un accordo equilibrato ed equo che garantisca la pace e la sicurezza duratura nella regione, a patto che gli Stati Uniti si atterranno al quadro giuridico internazionale, un accordo è del tutto possibile”.
Nel frattempo Donald Trump, durante un’intervista a Fox News, in risposta alle pesanti dichiarazioni di Teheran di “Morte all’America. Morte a Israele. L’America è Satana” non torna indietro sulle sue parole, ribadendo che l’Iran ha accettato di trattare proprio grazie alla sua frase catastrofica: “Stanotte morirà un’intera civiltà, per non essere mai più riportata in vita. Se volessimo – aggiunge – nel giro di mezza giornata non rimarrebbe in piedi nemmeno un ponte, non rimarrebbe in piedi nemmeno una centrale elettrica, tornerebbero all’età della pietra”.
